Maturità 2021: prove orali per 540.000 studenti

Con i primi studenti chiamati a sostenere la prova orale dell’esame di stato da mercoledì 16 giugno, è iniziata la Maturità 2021 per 540.000 studenti delle scuole superiori italiane.
Anche quest’anno l’esame di stato, tempo di passaggio e primo grande esame della vita dei giovani, sarà svolta con una maxi prova orale in sostituzione delle classiche prove scritte e colloquio finale.

Per quanto la pandemia abbia accelerato il percorso di cambiamento dell’esame di stato, già con il Decreto Legislativo n.62 del 2017 – uno degli otto decreti attuativi della L. 107/2015 conosciuta come “Buona Scuola” – era stata avviata la riforma della prova conclusiva delle scuole superiori, con l’obiettivo di semplificare le prove e dare maggior peso al curriculum scolastico degli alunni.

540mila studenti chiamati alla Maturità 2021 con la prova orale interdisciplinare

Il maxi orale, della durata di sessanta minuti, impegnerà gli studenti con una interrogazione strutturata in diverse fasi per accertare il profilo culturale, educativo e, ove previsto, professionale degli studenti, discutendo difronte le rispettive commissioni formate da un presidente esterno e sei membri del proprio consiglio di classe.

Il colloquio rafforzato inizierà per tutti con l’esposizione dell’elaborato creato sull’argomento che è stato assegnato ad ogni studente dal consiglio di classe nel corso dell’anno sulla base del percorso svolto e delle discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi frequentato, affiancato dalle altre discipline scolastiche ed esperienze e competenze trasversali nonché individuali dello studente.

Maturità 2021 – Sistema Generale

Terminata questa prima fase, l’esame continuerà con la discussione interdisciplinare che inizia da un testo appartenente all’insegnamento di lingua e letteratura italiana con l’analisi di materiali predisposti dalla commissione per arrivare a trattare i nodi concettuali delle diverse discipline scolastiche.
Anche i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, i famosi PTCO ovvero il percorso ex alternanza scuola-lavoro, saranno oggetto della discussione come lo saranno le competenze e le conoscenze dell’educazione civica.

Ottime le percentuali di ammissione che sfiorano il 97% del totale degli studenti, considerando che quest’anno è tornato il pauroso scoglio dell’ammissione all’esame sospeso per l’anno scolastico precedente e, si spera, che siano altrettanto alti i dati delle promozioni.
Insomma, è l’ora di diventare (un po’ più) grandi ragazzi! E in bocca al lupo!

Francesca Tesoro

La gestión de su correo electrónico revela qué jefe es usted: el estudio de Microsoft y los cambios debido a la pandemia

¿Qué importancia tiene la gestión del correo electrónico en la jornada laboral de un gerente? Muchos siempre se han preguntado sobre esto, pero la pandemia, que estalló el año pasado, indudablemente dio nuevos conocimientos sobre la importancia del trabajo ágil a través de la gestión de correos electrónicos.



Ya hace varios años, en 2016, un estudio de Microsoft sobre diferentes equipos de trabajo y sobre la satisfacción entre el trabajo de los empleados y las tareas de los gerentes responsables reveló cómo la mala gestión de los correos electrónicos por parte de los jefes podría ser una llamada de atención en caso de incumplimiento de los objetivos.

gestione e-mail
Come gestire le e-mail – Sistema Generale

Para confirmar esta tendencia, el psicólogo Adam Grant, profesor de la Wharton School, también lo pensó a través de su editorial en el New York Times en 2019. Grant argumentó que existe un vínculo entre la mala gestión del correo electrónico de un gerente y su fracaso profesional.

Estas reflexiones, hechas por Grant justo antes de la pandemia de Covid-19, son aún más importantes hoy en día, ya que mantener la distancia hace necesario el trabajo inteligente en casi todos los campos. El estudio de Microsoft, citado por Adam Grant, también confirma que los jefes más lentos en la gestión del correo electrónico son también los menos eficientes.

La gestión de correos electrónicos revela el potencial del gerente: qué hacer y qué no hacer.


Primero, ignorar todos los correos electrónicos no es apropiado ni cortés. “Tus prioridades deben incluir a los demás y sus prioridades”, explicó Adam Grant. De hecho, es importante administrar los correos electrónicos a diario, dedicando al menos una hora de su jornada laboral a responderlos. Esto, tanto si son respuestas “positivas” como si son respuestas “negativas”.

Según Grant y el estudio realizado sobre empleados de Microsoft, incluso dar un feedback negativo cuando alguien nos pide ayuda con un correo electrónico es muy importante para que el interlocutor entienda que, en cualquier caso, se ha hecho todo lo posible para dar respuesta a sus necesidades. Seguro que a todo el mundo le puede pasar que se olvide de responder algunos correos electrónicos, esto no significa ser un mal gestor.

Y, al fin y al cabo, incluso según Grant, es posible evitar responder a quienes nos piden que “patrocinemos” su trabajo o lo compartamos en las redes sociales, oa quienes piden presentaciones o “recomendaciones”.

En definitiva, incluso las respuestas a los e-mails de trabajo, más aún hoy con una pandemia aún en curso, requieren un verdadero “código” de comportamiento que puede ser espejo de eficiencia incluso en la gestión de un grupo de trabajo para un jefe.

Articolo di Alessandra Rinaldi

Traduzione di Sara Trincali

Istituti Tecnici Superiori: il nuovo passe-partout per i giovani

Gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) sono stati introdotti dal Dpcm del 2008 con la riforma della scuola e rappresentano, ormai, in modo consolidato un passe-partout per i giovani nel mondo del lavoro, forse anche più delle Università. Percorsi di Istruzione Terziaria di eccellenza e ad alta specializzazione tecnologica post diploma, rappresentano la sinergia e l’integrazione della formazione con il lavoro con le politiche industriali prevedendo percorsi formativi riferiti alle aree tecnologiche considerate prioritarie per lo sviluppo economico e la competitività del Paese.

Con un bacino di iscritti che si aggira intorno ai ventimila studenti di cui “solo” 3.761 si sono diplomati nel 2019, rappresentano un ottimo trampolino di ingresso nel mondo del lavoro per i giovani.

Il miglior modo per i giovani per accedere al mondo del lavoro: gli Istituti Tecnici Superiori

Il monitoraggio annuale effettuato dal MIUR e INDIRE ha dismostrato come, nonostante la pandemia e il lockdown, l’80% dei diplomati degli ITS ha trovato lavoro entro un anno dal diploma e, dato ancor più sorprendente, nel 92% dei casi l’impiego è stato una prosecuzione naturale del persorso “aula-onthejob” svolto dagli studenti. Il 60% dei contratti che hanno impegnato questi diplomati, sono nella maggiorparte dei casi a tempo indeterminato o in apprendistato, quindi, da ritenersi assolutamente stabili anche grazie all’Industria 4.0.

Istituti Tecnici Superiori: il nuovo passe-partout per i giovani – Sistema Generale

Il punto di Forza degli Istituti Tecnici Supriori è sicuramente la flessibilità organizzativa e didattica, il 41% delle ore del percorso formativo vissuto in stage e il 27% nei laboratori, nonché il fondamentale partenariato instaurato con 83 Fondazioni Its che fanno da anello di congiunzione tra la scuola e il mondo del lavoro.

Nonostante il mondo del lavoro, in via generale, si sia dovuto scontrare con la pandemia, la richiesta di super-tecnici da parte delle imprese italiane, in realtà, non è diminuita andando in contro tendeza soprattutto in quei settori chiave come il metalmeccanico, la moda, il legno arredo, il chimico-farmaceutico, dove all’alto tasso di domanda di personale specializzato non è stato possibile reperire soggetti qualificati e formati per ricoprire le posizioni vacanti.

La considerazione che viene riservata – dalla scuola, dalle famiglie e dai ragazzi – a questi istituti superiori post diploma non è ancora quella giusta, considerato che forniscono tantissime e validissime opportunità ai nostri giovani, soprattutto per accedere direttamente al mondo del lavoro, dove si stima che alle imprese servano quasi ventimila diplomati ITS ed invece, ogni anno, ne arrivano poco meno di cinquemila.

Francesca Tesoro

Pandemia e Lavoro: la grande crisi degli Autonomi

La pandemia non ha solo cambiato il nostro modo di vivere, di comportarci e di rapportarci con gli altri, ma ha cambiato soprattutto il mondo del lavoro e la situazione lavorativa di molte categorie. L’effetto combinato tra Covid-19, crollo dei consumi e delle richieste di servizi in modo trasversale, ha determinato una vera e propria crisi degli Autonomi.

Proprio i lavoratori autonomi, i lavoratori occasionali e i piccoli operatori economici, i precari e liberi professionisti titolari di Partite IVA e, più in generale, i lavoratori indipendenti, sono coloro i quali hanno subito il peggior scotto di questa “nuova era” e della crisi generata dalla pandemia.

I dati della Banca d’Italia del 2020 e i Rapporti Istat del 2021 che riguardano trasversalemente il lavoro non dipendente, sono davvero pessimi e preoccupanti. Parliamo di lavoratori che rappresentano una platea decisamente estesa del mondo del lavoro e che, senza politiche mirate e non avendo a disposizione nessuna forma di garanzia, si sono ritrovati letteralmente scoperti.

Pandemia e Lavoro: la grande crisi degli Autonomi – Sistema Generale

La pandemia, del resto, ha inferto colpi terribili e falcidiato il comparto del lavoro autonomo con numeri da capogiro che con la crisi del 2008-2009 aveva subito un drastico ridimensionamento stimato per il decennio 2010-2019 nel -6,7%, mentre invece, a causa della pandemia, ha già registrato in un solo anno il saldo negativo del 6,8% perdendo una cifra di circa 355mila occupati. Parallelamente, bisogna considerare che anche i dati delle nuove aperture di partite Iva sono estremamente contenute – meno 15% nel 2020 rispetto l’anno precedente – e il fatto che, ad oggi, una su quattro è stata definitivamente chiusa.

La grande crisi degli Autonomi e del mondo del lavoro indipendente determinata dalla Pandemia

I dati assumono tinte ancora più drammatiche se si ragiona seguendo i parametri geografici, accorgendosi, dunque, che nel Mezzogiorno il calo del lavoro indipendente è addirittura di due punti percentuali più altri rispetto la media nazionale che si attesta al -22,5%.

Per quanto l’intero sistema economico occupazionale sia stato investito da questa inaspettata pandemia, sono decisamente i lavoratori autonomi ad averne pagato le conseguenze maggiori, occupando in maniera preponderante l’area critica del mercato lavorativo.

Probabilmente, l’assenza di un sistema fatto di protezioni e garanzie per queste categorie salariali, non è riuscita ad evitare una vera e propria emorragia, nonostante gli interventi governativi abbiano cercato di sostenere il lavoro indipendente, dimostrando ancora una volta l’inadeguatezza di un sistema che non garantisce a tutti i lavoratori le stesse tutele e che necessita di seri ed urgenti interventi di riforma.

Francesca Tesoro

Soul: un film di animazione che ci insegna il vero senso della vita

 

New York, giorni nostri. Joe Gardner è un uomo di mezza età e insegnante di musica delle scuole medie, completamente concentrato sul suo sogno di voler diventare un jazzista famoso, in attesa della occasione che lo renda definitivamente celebre.
Quando finalmente l’occasione arriva e riesce ad ottenere e superare il provino nella band della nota jazzista Dorothea Williams, Joe si esalta al punto tale che, rincasando, distratto per la felicità cade in un tombino, finendo in coma.
Nel giorno più bello della sua esistenza, mentre il suo corpo resta inchiodato in un letto di ospedale, la sua anima finisce nell’Anzitempo dove le nuove anime non ancora nate sviluppano personalità, interessi e manie prima di andare sulla terra. Joe, non volendo proprio morire e pretendendo di tornare sulla terra per vivere il sogno della sua vita, fa un patto con Jerry, consulente dell’ispirazione delle anime, diventando il mentore di 22, anima millenaria che ancora non è riuscita a staccare il pass per la terra rifiutandosi di trovare il suo scopo nella vita. Rispediti sulla terra, però, 22 finisce nel corpo di Joe mentre il musicista in quello di un gatto e così, per ritornare nell’Anzitempo e risistemare le cose, l’insolita coppia Joe-22 riuscirà a scoprire proprio quello che mancava ad ognuno dei due.

Prodotto della Disney Pixar che, a causa della pandemia non è mai uscito nelle sale cinematografiche ma direttamente sulla piattaforma streaming della stessa Disney, è figlio di Pete Docter e Kemp Powers, registi e sceneggiatori già di “Inside Out” e “COCO”, ricevendo pareri estreamamente positivi dalla critica per la storia, l’animazione e la colonna sonora, vincendo due premi Oscar nel 2021 per Migliore Film di Animazione e Migliore Colonna Sonora.
Nonostante sia un film di animazione dedicato (non proprio) ai più piccoli, è in realtà veicolo di tematiche molto profonde che possono comprendere soltanto gli adulti.
Soul” dimostra come l’ambizione possa essere una cosa positiva, ma non l’unico significato della vita stessa, così come l’accanimento che diventa l’ossessione di una vita, porta le persone a credere che questi siano gli unici modi per potersi sentire appagati, scoprendo poi che non è assolutamente così. Nella storia viene anche fatta satira sui mentori che spesso le persone scelgono e che, per quanto possano essere illustri, non sono probabilmente (tutto e solo) quello di cui abbiamo bisogno fino in fondo per realizzarci. Di conseguenza, Joe – oltre ad essere il primo protagonista afroamericano di un film Diseny Pixar – diventa l’unica “persona” in grado  di aiutare 22 a scegliere chi voglia diventare nella sua vita terrena. Di contro l’anima eternamente indecisa di 22 riesce a personificare nel periodo in cui vive nell’anima di Joe tutto quello che lui stesso non era stato in grado di fare – guardate con estrema attenzione il colloquio con la madre del musicista!-.

La pellicola è  da considerarsi assolutamente un bellissimo percorso di riflessione e scoperta (anche) esistenziale intriso di considerazioni sul senso della vita e sulla persona che ogni essere umano vorrebbe diventare, sul valore che diamo alle cose, alle persone e alle situazioni, sempre troppo presi dal dover diventare quello che non per forza è davvero il nostro desiderio, piegandoci inconsciamente al principio dell’assecondare gli altri più che noi stessi.
Le abilità dei singoli protagonisti tanto nella vita reale che nell’Anzitempo, il sentimento delle loro convinzioni, il senso di ispirazione che trasuda dalla storia di ognuno di loro, diventano un ancoraggio a qualcosa che ogni giorno, soprattutto noi adulti, dimentichiamo: l’importanza del mettersi in gioco e il valore di vivere ogni giorno con passione, gustandoci ogni più piccola cosa senza sprecare nemmeno un istante, senza farci spaventare da quello che ci circonda.

 

Francesca Tesoro

Area ex Falck: la Milano del futuro

A Sesto San Giovanni, nella periferia nord della città di Milano, sorge l’area della ex Falck una delle più vaste aree industriali dismesse d’Europa. Nel vecchio impianto siderurigico fermo dal 1995 e classificato come Sito di Interesse Nazionale (SIN), le officine meccaniche, i forni di fusione, le torri dell’acqua e tutte le strutture sono rimaste come scheletri scoperti che ora potranno risorgere.

Grazie al mastodontico piano di riqualificazione della zona, al progetto disegnato dallo studio Foster+Partenrs e al masterplan firmato Norman Foster, al nuovo assetto di Milanosesto che detiene la proprietà del sito, Prelios che si occupa del project management e il gigante immobiliare americano Hines che ha già coinvestito con la Cale Street 500 milioni di euro, si prevedono grandi cambiamenti.

Riqualificazione Area Ex Falck – Sistema Generale

Con un investimento totale di due miliardi di euro e un cantiere che in quindici anni stravolgerà interamente la zona, la bonifica e riqualificazione dell’ex Falck rappresenta la più grande mai realizzata non solo in Italia ma in Europa, anche per tutto l’indotto lavorativo che impegnerà più di tremila operai ed oltre quaranta società di architettura e progettazione.

La Milano del futuro e la conversione dell’area della ex Falck

Un nuovo parco di 45 ettari che caratterizzerà tutta l’area integrandosi con le strutture, un centro direzionale destinato al mondo bancario, la Città della Salute con la riunione dei poli del Neurologico Besta e l’Istituto dei Tumori, costruzioni residenziali, uno studentato per quasi duemila studenti, un viale ampio 27 metri ideato per passeggiate ed esercizi commerciali, spazi culturali e museali, la nuova stazione ferroviaria progettata da Renzo Piano, un hotel, una parte dell’ospedale San Raffaele e un triennio della sua università, 15 chilometri di piste ciclo-pedonali, diventeranno il nuovo volto futuristico della zona.

Pochi giorni fa si è aperto il primo cantiere che ha ufficialmente dato avvio alla riconversione dell’area con l’inizio dei lavori della stazione che con la sua nuova infrastruttura ricucirà Sesto San Giovanni e sarà consegnata alla cittadinanza nel giugno 2023, proseguendo poi con il nuovo svincolo della Tangenziale Nord.

La Milano del futuro parte da qui, come una fenice pronta a spiccare il volo dalle strutture dell’ex Falck.

Francesca Tesoro

Burbujas ideológicas en las redes sociales: el estudio italiano sobre la polarización de los usuarios

Un reciente estudio italiano ha revelado cómo las llamadas “burbujas ideológicas” se encuentran mayoritariamente en redes sociales como Facebook y Twitter. Son las cámaras de eco o cajas de resonancia que tienden a polarizar a los usuarios de Facebook y Twitter, más que otras redes sociales.

Pero, ¿por qué las “burbujas ideológicas” están más presentes en estas dos Redes Sociales que en otras? Así lo reveló un estudio íntegramente italiano con implicaciones sociológicamente interesantes, especialmente en lo que respecta al análisis de las redes sociales como sistemas reales complejos.

bolle ideologiche sui social network
Bolle ideologiche sui Social Network: lo studio italiano

El estudio está coordinado por Walter Quattociocchi, del Departamento de Ciencias de la Computación de la Universidad Sapienza de Roma con la Fundación ISI – Instituto para el Intercambio Científico y las universidades de Brescia y Cà Foscari de Venecia. Los resultados se publican en la revista de la Academia Estadounidense de Ciencias, PNAS.

Burbujas ideológicas en las redes sociales: ¿dónde es mayor la polarización?

El análisis se realizó sobre más de cien millones de contenidos entre publicaciones, videos, comentarios y compartidos entre 2010 y 2018. El estudio se llevó a cabo en particular sobre temas sensibles que dividen a la opinión pública, como el aborto, las vacunas, las armas.

Las redes sociales bajo la lupa del equipo de Walter Quattrociocchi fueron Facebook, Twitter, Reddit y Gab. Los resultados del estudio mostraron cómo la difusión de información y las diferentes dinámicas de polarización dependen tanto de las relaciones que se crean entre los usuarios en línea como de las características de la plataforma social. La polarización, de hecho, es mayor cuando los criterios de presentación de los contenidos no pueden modificarse fácilmente.

En particular – explicó Walter Quattrociocchi – observamos cómo, a diferencia de Reddit, donde los usuarios pueden cambiar su algoritmo de alimentación, la agregación de usuarios en grupos homófilos (cámaras de eco) y la exclusión de contenido opuesto caracterizan el consumo de noticias en línea tanto de Facebook como de Twitter, a pesar de utilizar diferentes algoritmos y referirse a tipos de usuarios bastante diferentes. También en Gab hay dinámicas de polarización entre usuarios. Incluso en estos grupos se tiende a adherir conceptos con su propia visión del mundo y su propia percepción y a ignorar información que entra en conflicto con la opinión compartida ”.

Articolo di Alessandra Rinaldi

Traduzione di Sara Trincali

Esame Avvocato 2021: due prove orali

Con decreto legge n. 31/2021 pubblicato sulla G.U. n. 62 del 13 marzo, è stata approvata la nuova modalità per lo svolgimento dell’Esame di Avvocato 2021 che, per le necessarie misure urgenti, dipendenti anche dalla situazione epidemiologica, verrà svolto attraverso due prove orali in sostituzione delle storiche tre prove scritte e l’orale finale.

La ministra della Giustizia Marta Cartabia, firmando il provvedimento a poche ore dalla conversione del decreto legge, ha dichiarato che tale modifica ha rappresentato “un grande sforzo collettivo e un bellissimo esempio di unità nell’interesse dei nostri giovani” per i quali si è “voluto consentire a così tanti giovani di non rinviare oltre un appuntamento così importante ed atteso per la loro vita”.

Esame Avvocato 2021 – Sistema Generale

A seguito dei vari rinvii e nonostante fossero state fissate le prove scritte per il mese di aprile 2021, la situazione ha imposto una modalità alternativa, comportando in via eccezionale e per il solo 2021 che l’esame di stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato venisse svolto attraverso un orale rafforzato.

Esame Avvocato 2021 due prove orali al posto degli scritti per la situazione epidemiologica

La prima prova, già in programma a partire dal 20 maggio 2021, vedrà i candidati impegnati in una prova da sessanta minuti dove i primi 30 saranno dedicati all’esame preliminare di un quesito di diritto civile, diritto penale o diritto amministrativo, con la possibilità per i partecipanti di consultare codici commentati con la giurisprudenza, leggi e decreti dello stato. I secondi 30 minuti saranno dedicati alla discussione orale, a conclusione della quale la commissione comunicherà l’esito della prova.

La seconda prova orale avrà una durata di massimo 60 minuti, da svolgersi almeno trenta giorni dopo la prima, sarà dedicata alla discussione degli istituti e procedure attinenti alle cinque materie scelte dal candidato tra diritto civile o penale, tra diritto processuale civile o diritto processuale penale, una a scelta tra i diritti costituzionale, amministrativo, tributario, commerciale, lavoro, dell’Unione Europea, internazionale privato ed ecclesiastico, senza dimenticare la materia non opzionale dell’ordinamento forense e dei diritti e doveri dell’avvocato.

In bocca al lupo a tutti i candidati!

Francesca Tesoro

Occupazione femminile, una donna su due non lavora: Italia agli ultimi posti

I dati sull’occupazione femminile in Italia sono allarmanti e non solo per la crisi dovuta alla Pandemia da Covid-19. Il nostro Paese, infatti, occupa il penultimo posto nella classifica Eurostat sull’occupazione femminile: in sostanza i dati evidenziano che una donna su due non lavora.

Le statistiche sono ancor più allarmanti per quanto riguarda le più giovani fasce di età. Peggio dell’Italia, solo la Grecia che, al momento, occupa l’ultimo posto della classifica europea. In Italia lavora il 49% delle donne, mettendo in evidenza un forte divario con la media del resto d’Europa.

Tra le ragazze con meno di trent’anni, il 25,4% non lavora, non studia e non è in cerca di un’occupazione: una tendenza davvero allarmante, visto che la media europea rilevata da Eurostat è del 67,7%, con la Germania capolista che “vola” con il 73,2%.

Emergenza occupazione femminile: in Italia una donna su due non lavora

Linda Laura Sabbadini, presidente del Women 20, gruppo del G20 che studia le politiche per le donne, ha analizzato nel dettaglio la situazione messa in evidenza dalla classifica stilata dall’UE.

«Nell’ultimo anno si è solamente aggravato un problema strutturale. C’è bisogno di pesanti investimenti e di sbloccarli in fretta, non è il momento della strategia dei piccoli passi. Bisogna muoversi su due fronti. Il primo è lo sviluppo di servizi educativi per l’infanzia come gli asili nido e di assistenza e cura per anziani e disabili: l’Italia non ha mai investito nel welfare di prossimità, siamo fermi a leggi vecchie decenni e mai applicate e, in generale, ad un sistema che si appoggia sul lavoro non retribuito delle donne. Il secondo fronte è un grande piano per l’imprenditoria femminile».

occupazione femminile
Emergenza occupazione femminile – Sistema Generale

In sostanza, la crisi economica conseguenza della Pandemia da Coronavirus ha solo aggravato una tendenza già drammatica nel nostro Paese, dove il sostegno e l’incentivo all’occupazione femminile sono molto ridotti.

«Al momento gli stanziamenti previsti nel piano italiano non sono adeguati, è tutto troppo spezzettato. Per i nidi mancano tre miliardi, altri sette per l’assistenza. E all’imprenditoria femminile viene riservato meno di un miliardo. È imprescindibile che la parte di fondi non vincolata dalle indicazioni dell’Ue vada all’occupazione femminile, perché i due settori spinti dalla Commissione, il green e il digitale, danno lavoro soprattutto agli uomini e dunque non aiuteranno a risolvere il problema in maniera adeguata. La forbice si allargherà, anche se il tema non è il gap uomini-donne, ma in generale aumentare il tasso di occupazione femminile». 

La classifica Eurostat: dopo l’Italia, solo la Grecia

Andrea Garnero, economista dell’Ocse, ha contribuito alla riflessione sul tema dell’occupazione femminile. «La recessione figlia della pandemia, rispetto alle altre grandi crisi del passato, ha la particolarità di aver colpito più i servizi della manifattura e per questo ha penalizzato maggiormente le donne».

«In altri Paesi questa differenza è stata meno marcata, perché in Italia è più spiccata la divisione per comparti, con settori a netta prevalenza maschile e altri, come i servizi alla persona, in cui lavorano soprattutto donne. Una svolta è necessaria, anche perché una bassa occupazione femminile è un pesantissimo freno alla crescita: famiglie con un solo reddito hanno meno entrate, quindi spendono meno, investono meno e chiedono meno servizi. L’economia fatta in casa non funziona».

Inoltre, è in crescita il numero degli “sfiduciati”, i quali, oltre a non avere un lavoro, hanno addirittura smesso di cercarlo. E, fra questi, il numero dello donne è sempre più alto.

Alessandra Rinaldi

La tua gestione delle e-mail rivela che capo sei: lo studio Microsoft e i cambiamenti dovuti alla Pandemia

Quanto è importante la gestione delle e-mail nella giornata lavorativa di un manager? Sono in molti a domandarselo da sempre, ma la Pandemia, scoppiata lo scorso anno, ha dato, senz’altro nuovi spunti, circa l’importanza del lavoro agile attraverso la gestione delle e-mail.

Già diversi anni fa, nel 2016, uno studio Microsoft su diversi team di lavoro e sulla soddisfazione tra il lavoro dei dipendenti e i compiti dei manager responsabili rivelava come la cattiva gestione delle e-mail da parte dei capi potesse essere un campanello d’allarme in caso di non raggiungimento degli obiettivi.

gestione e-mail
Come gestire le e-mail – Sistema Generale

A confermare questa tendenza, ci ha pensato anche lo psicologo Adam Grant, professore alla Wharton School, attraverso un suo editoriale sul New York Times del 2019. Grant ha sostenuto il fatto che esiste un legame tra la cattiva gestione delle e-mail di un manager e il suo insuccesso professionale.

Queste riflessioni, fatte da Grant appena prima della Pandemia di Covid-19, sono ancor più importanti oggi che mantenere le distanze rende necessario lo smart working quasi in tutti i campi. Lo studio Microsoft, citato da Adam Grant, inoltre, conferma come i capi più lenti nella gestione della posta elettronica siano anche i meno efficienti.

La gestione delle e-mail rivela le potenzialità del manager: cosa fare e cosa non fare

Innanzitutto, ignorare tutte le e-mail non è né opportuno, né educato. “Le vostre priorità dovrebbero includere gli altri e le loro priorità,” ha spiegato Adam Grant. E’ importante, infatti, gestire le e-mail quotidianamente, dedicando almeno un’ora della propria giornata lavorativa alle risposte alle e-mail. Ciò, sia che si tratti di risposte “positive”, sia che si tratti di risposte “negative”.

Secondo Grant e lo studio fatto sui dipendenti Microsoft, anche dare un feedback negativo quando qualcuno ci chiede aiuto per una mail è molto importante per far comprendere all’interlocutore che, in ogni caso, si è fatto tutto ciò che si è potuto per rispondere alle sue esigenze. Sicuramente può capitare a tutti di dimenticare di rispondere a qualche e-mail, ciò non significa essere cattivi manager.

E, del resto, anche secondo Grant, è possibile evitare di rispondere a chi ci chiede di “sponsorizzare” il proprio lavoro o condividerlo sui social, oppure a chi chiede presentazioni o “raccomandazioni”.

Insomma, anche le risposte alle e-mail di lavoro, a maggior ragione oggi con una Pandemia ancora in corso, richiedono un vero e proprio “codice” di comportamento che può essere specchio di efficienza anche nella gestione di un gruppo di lavoro per un capo.

Alessandra Rinaldi