Bolle ideologiche sui Social Network: lo studio italiano sulla polarizzazione degli utenti

Un recente studio italiano ha rivelato come le cosiddette “bolle ideologiche” siano maggiormente su Social Network come Facebook e Twitter. Si tratta delle echo chambers o casse di risonanza che tendono a polarizzare gli utenti di Facebook e Twitter, più che di altri Social.

Ma come mai la “bolle ideologiche” sono maggiormente presenti in questi due Social Network rispetto ad altri? A rivelarlo è stato uno studio completamente italiano dai risvolti sociologicamente interessanti, soprattutto per ciò che riguarda l’analisi dei Social come veri e propri sistemi complessi.

bolle ideologiche sui social network
Bolle ideologiche sui Social Network: lo studio italiano

Lo studio è coordinato da Walter Quattociocchi, del Dipartimento di Informatica dell’università Sapienza di Roma con la Fondazione ISI-Istituto per l’Interscambio Scientifico e le università di Brescia e Cà Foscari di Venezia. I risultati sono pubblicati sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze, Pnas.

Bolle ideologiche sui Social Network: dove la polarizzazione è maggiore?

L’analisi è stata fatta su oltre cento milioni di contenuti tra post, video, commenti e condivisioni tra il 2010 e il 2018. Lo studio è stato fatto in particolar modo su temi delicati che dividono l’opinione pubblica, come l’aborto, le vaccinazioni, le armi.

I Social sotto la lente d’ingrandimento dell’equipe di Walter Quattrociocchi sono stati FacebookTwitterReddit e Gab. I risultati dello studio hanno dimostrato come la diffusione delle informazioni e le diverse dinamiche di polarizzazione dipendano sia dalle relazioni che si creano tra gli utenti online, sia dalle caratteristiche della piattaforma social. La polarizzazione, infatti, è maggiore quando i criteri di presentazione dei contenuti non possono essere agevolmente modificati.

“In particolare – ha spiegato Walter Quattrociocchi – abbiamo osservato come, diversamente da Reddit dove gli utenti possono modificare il loro algoritmo di feed, l’aggregazione di utenti in gruppi omofili (echo chambers) e l’esclusione di contenuti in opposizione caratterizzino il consumo di news online sia di Facebook che di Twitter, nonostante utilizzino algoritmi diversi e facciano riferimento a tipologie di utenti abbastanza diversi. Anche su Gab sono presenti dinamiche di polarizzazione fra gli utenti. Anche in questi gruppi la tendenza è quella di aderire a concezioni aderenti con la propria visione del mondo e con la propria percezione e di ignorare informazioni contrastanti con l’opinione condivisa”.

Alessandra Rinaldi

Sistema Salute: il Parco della Bellezza di Brunello Cucinelli diventa centro vaccinale contro il Covid-19

Lo stilista e imprenditore Brunello Cucinelli sta dimostrando, ancora una volta, di essere in prima linea, in modo concreto, nella lotta contro il Covid-19. Dopo la toccante “lettera sulle rondini” che, la scorsa primavera, ha fatto il giro del Mondo, tentando di dare speranza durante la prima ondata del virus, Cucinelli ha accolto con entusiasmo l’appello del Premier Mario Draghi a contribuire tutti con vigore nella lotta contro il Coronavirus.

Brunello Cucinelli, infatti, ha messo a disposizione il suo Parco della Bellezza di Solomeo, trasformandolo in un centro vaccinale per il Covid-19. La Brunello Cucinelli S.p.A e la Fondazione Brunello e Federica Cucinelli, in stretta collaborazione con la Regione Umbria e l’USL di riferimento, hanno contribuito, in questo modo, ad aumentare i punti dedicati alla somministrazione dei vaccini anti-Covid nel nostro Paese.

Brunello Cucinelli – Sistema Generale

L’impresa costruita dal cosiddetto re del chashemere a Solomeo, alle porte di Perugia, ha messo, da sempre, al centro dei propri ideali i valori cardine dell’Umanesimo. Anche in piena Pandemia, infatti, Cucinelli ha cercato di continuare la propria linea creativa e produttiva, mettendo tutti i suoi dipendenti nelle condizioni di continuare a lavorare in sicurezza, tanto da aver segnato perdite minime.

Dopo la tenace campagna di tamponi per i lavoratori della società, nel Parco della Bellezza di Solomeo di Brunello Cucinelli verrà realizzato un centro vaccinale anti-Covid-19 che si comporrà di due linee differenti. La Brunello Cucinelli S.p.A. e la Fondazione di Famiglia garantiranno gli emolumenti per il personale impegnato in questa operazione che, al momento, sarà composto da sedici unità. Con questa struttura si prevede di somministrare circa milleduecento dosi settimanali.

“Abbiamo accolto con grande emozione le parole con le quali il nostro stimatissimo presidente Mario Draghi ha esortato le attività pubbliche e private a sostenere questo momento di speranza con la realizzazione di centri temporanei per la vaccinazione anti-Covid. Come ci ha ricordato lo stesso presidente, prendiamo le decisioni con grande ponderatezza, e mettiamole in pratica con altrettanta rapidità. Ispirati dall’esempio e dalla Fede nella Provvidenza che animava Don Alberto Seri, nostro indimenticato parroco il quale qui a Solomeo e in Umbria, nel momento doloroso dopo la fine della seconda guerra mondiale, dedicò la sua vita e il suo cuore alla salute fisica e morale del prossimo, abbiamo scelto con piena partecipazione di destinare a tale fine nobile e utilitario le strutture del parco della Bellezza, che venne dedicato al nostro amato sacerdote e porta il suo nome, realizzando un centro vaccinale nel luogo dove è più viva e sensibile l’unione tra la bellezza estetica, la salute fisica e quella spirituale”.

Con queste parole, Brunello Cucinelli ha manifestato tutto il suo entusiasmo per questa iniziativa, dimostrando nuovamente il suo contributo concreto per il superamento della Pandemia nel nostro Paese. Un vero e proprio esempio di come ciascuno di noi, attraverso le proprie risorse, possa contribuire a rafforzare il “Sistema Salute” anche nei momenti di criticità.

Alessandra Rinaldi

Rapporto Censis sulla Comunicazione 2020: un sistema sempre più “liquido”

Il 54° rapporto Censis sulla Comunicazione e sui Media relativo all’anno 2020 è stato pubblicato nel mese di dicembre e ha fotografato una situazione definita dallo stesso Ente sempre più “liquida”.

Ma cosa si intende esattamente con questo termine?
Per quanto riguarda la fruizione della televisione, i “consumi” degli Italiani sono abbastanza stabili, ma si assiste sempre di più a una combinazione tra i cosiddetti palinsesti “personali” con quella che è una programmazione più lineare. L’utenza della Tv satellitare è stabile, mentre si è registrata una leggera flessione, del 2,5%, per quanto riguarda la televisione tradizionale e una crescita piuttosto significativa della Tv via internet e della Mobile Tv, dato probabilmente influenzato anche dal lockdown.

La radio rimane stabile e continua a riscontrare il consenso della gran parte del pubblico italiano, tra tecnologie all’avanguardia e tradizione. Tuttavia, è l’autoradio a tenere sempre maggior compagnia, rispetto a quella ascoltata in casa. Ma a crescere sensibilmente è il bacino d’utenza delle trasmissioni radio ascoltate via Internet, attraverso PC o App su smartphone.
L’utenza Internet aumenta di circa un punto percentuale, segno, probabilmente, di una maggiore necessità di rimanere sempre “connessi”, visti i periodi di isolamento causati dall’emergenza sanitaria mondiale. In particolare, gli Italiani che usano gli smartphone passano dal 73% a quasi il 76%, segnando la maggior crescita in assoluto.


A rimanere imprigionate in una crisi che sembra senza fine sono, come sempre, l’editoria e la carta stampata. I quotidiani restano pressoché stabili, ma neppure le edizioni online dei giornali riescono a crescere, destando l’interesse dei lettori. Anche i settimanali, inclusi quelli online, registrano una leggera flessione del gradimento.

Gli aggregatori di notizie online e i portali Web d’informazione sono consultati dal 51,6% degli Italiani, con una crescita del 5,5% rispetto all’anno precedente.
Anche i lettori di libri in Italia continuano a ridursi, anno dopo anno. Se nel 2007 il 59,4% degli Italiani aveva letto almeno un libro nel corso dell’anno, nel 2019 il dato è sceso al 41,9%. Unica nota positiva è che, al momento, la caduta sembra essersi fermata, visto che il dato risulta stabile rispetto all’anno precedente (-0,1%). Tuttavia, neppure gli e-book (letti solo dall’8,5% degli Italiani, con una variazione nulla in un anno) hanno compensato la riduzione dei lettori.
La spesa delle famiglie italiane per i consumi mediatici nell’ultimo decennio, nonostante la crisi, si è quasi quadruplicata, in particolare per quanto riguarda gli smartphone e tutto il loro indotto. La spesa per libri e giornali ha subito, invece, un vero e proprio crollo nel decennio (-37,8%), che però si è arrestato nell’ultimo anno, quando c’è stato, invece, un rialzo del 2,5%.

Gli Italiani sembrano ancorati a quelli che si definiscono i “valori di una volta”, continuando a identificarsi, in primo luogo, nella famiglia. Tuttavia, si lasciano sempre più sedurre da “vite virtuali”, considerando sempre più importanti tutti i Social Network. Da WhatsApp, a YouTube, passando per Facebook e Instagram, ciascun portale ha avuto un incremento significativo degli utenti. La principale motivazione, a detta degli Italiani, è sempre la possibilità di essere e rimanere in contatto con persone lontane, comunicando con maggiore facilità. Oltre a ciò, i Social Network sono fonte di informazioni, permettono di coltivare interessi e tengono molta compagnia.

Alessandra Rinaldi

“Libera el líder que hay en ti” de Stephen R. Covey

En los últimos meses, el mundo de la infancia y la educación se ha visto sometido a una presión especial. La emergencia sanitaria vinculada al Panemic Covid-19 que ha golpeado al mundo está cuestionando la forma de educar a los niños y preparar a los estudiantes para el futuro, dada la incertidumbre que parece caracterizar la vida de todos.
Los gobiernos de todos los países del mundo se han encontrado imponiendo nuevos hábitos a los ciudadanos y cada nación ha aceptado el distanciamiento social necesario para combatir el Coronavirus.

Esto supuso, en primer lugar, el cierre de escuelas. Muchos padres, ya probados por el miedo a la salud, por la precariedad de los entornos laborales y las condiciones económicas, han tenido que reinventarse y, en ocasiones, incluso probar suerte en el papel de profesores de sus hijos.

La situación, todavía muy incierta en el mundo, obliga a navegar a la vista, sobre todo en lo que respecta al mundo escolar. Las nuevas tecnologías, que han hecho posible afrontar los largos meses de bloqueo gracias al llamado aprendizaje a distancia, no pueden ser la única solución, especialmente a largo plazo.

Para mirar al futuro con optimismo, es necesario probar nuevos métodos o redescubrir los ya probados, para intentar lograr el mejor resultado posible, incluso en la adversidad.

En este sentido, tras leer y analizar “Las 7 reglas para tener éxito” y “La octava regla. De la eficacia a la excelencia ”, Stephen R. Covey ha vuelto a inspirarnos con otro bestseller,“ Libera al líder que hay en ti ”, Franklin Covey Education, ahora un clásico que se puede reinterpretar de una manera moderna. Es un manual real para educadores y padres que quieran inspirar grandeza en niños y adolescentes.

Un vademécum, pero también un testimonio práctico de cómo las 7 reglas ideadas por Stephen Covey se pueden aplicar en el mundo de la escuela, pero también en la educación familiar de los niños para transmitir confianza y sentido de responsabilidad y empatía desde la infancia.

Pero dejémoslo claro: como lo hizo con los adultos, incluso con los niños, el autor no profesa el éxito a toda costa, ni económico, ni laboral, ni personal. Este manual no enseña “qué pensar” para tener éxito, sino “cómo pensar” para definir realmente tus prioridades y dar lo mejor de ti para lograr metas que favorezcan el crecimiento de los niños.

Capítulo tras capítulo se describe el proceso educativo que ayuda a los niños y jóvenes a tomar conciencia de sí mismos y de sus sueños de forma natural, afrontando las dificultades y haciendo del contexto que les rodea, ya sea escolar o familiar, un lugar en el que vivir. para brotar y sentirse a gusto.
La piedra angular, como ya ha explicado Covey, es escucharse a sí mismo y a los demás, convirtiéndose primero en líder de uno mismo y, posteriormente, de un hipotético grupo. Adquirir liderazgo, para los más pequeños, significa intentar dominar el contexto que los rodea, sin sentirse dominados u oprimidos. Pero también significa entender su dinámica y sentirse parte de un proyecto mayor, además de ser protagonistas de un proceso de crecimiento. Sentirse escuchado, ayuda a la capacidad de escuchar y ganar confianza en las propias posibilidades ayuda a inculcar confianza en los demás: esto es liderazgo.

Lo llamativo de este texto y que podría ser reevaluado y reaplicado incluso en la difícil situación escolar actual a nivel mundial, debido al Coronavirus, son todos los ejemplos prácticos de escuelas que han implementado este método a diario, obteniendo grandes resultados.
En el pasado, las enseñanzas de Stephen Covey han inspirado a miles de maestros en miles de escuelas en docenas de países alrededor del mundo.

La educación en la eficacia y la confianza en las propias capacidades podría dar muchos resultados incluso en nuevos contextos escolares que, en los próximos meses, deberán adoptar las reglas del distanciamiento social, pero también en el caso de que se vuelva a ver obligado a afrontar largos años. periodos de lecciones a distancia.

Incluso en las adversidades más impredecibles para los adultos, los niños y adolescentes tienen derecho a atesorar su tiempo y no quedar inmovilizados por la creencia de que no se puede hacer nada para construir un futuro mejor.

La piedra angular, como ya ha explicado Covey, es escucharse a sí mismo y a los demás, convirtiéndose primero en líder de uno mismo y, posteriormente, de un hipotético grupo. Adquirir liderazgo, para los más pequeños, significa intentar dominar el contexto que los rodea, sin sentirse dominados u oprimidos. Pero también significa entender su dinámica y sentirse parte de un proyecto mayor, además de ser protagonistas de un proceso de crecimiento. Sentirse escuchado, ayuda a la capacidad de escuchar y ganar confianza en las propias posibilidades ayuda a inculcar confianza en los demás: esto es liderazgo.

Lo llamativo de este texto y que podría ser reevaluado y reaplicado incluso en la difícil situación escolar actual a nivel mundial, debido al Coronavirus, son todos los ejemplos prácticos de escuelas que han implementado este método a diario, obteniendo grandes resultados.
En el pasado, las enseñanzas de Stephen Covey han inspirado a miles de maestros en miles de escuelas en docenas de países alrededor del mundo.

La educación en la eficacia y la confianza en las propias capacidades podría dar muchos resultados incluso en nuevos contextos escolares que, en los próximos meses, deberán adoptar las reglas del distanciamiento social, pero también en el caso de que se vuelva a ver obligado a afrontar largos años. periodos de lecciones a distancia.

Incluso en las adversidades más impredecibles para los adultos, los niños y adolescentes tienen derecho a atesorar su tiempo y no quedar inmovilizados por la creencia de que no se puede hacer nada para construir un futuro mejor.

Articolo di Alessandra Rinaldi

Traduzione di Sara Trincali

“Libera il leader in te” di Stephen R. Covey

Negli ultimi mesi, il mondo dell’infanzia e dell’istruzione è stato messo particolarmente sotto pressione. L’emergenza sanitaria legata alla Panemia di Covid-19 che ha colpito il Mondo sta mettendo in discussione il modo di educare i figli e di preparare gli studenti per il futuro, vista l’incertezza che sembra caratterizzare la vita di tutti.
I governi di tutti i Paesi del Mondo si sono ritrovati a imporre nuove abitudini ai cittadini e ogni Nazione ha fatto i conti col necessario distanziamento sociale per combattere il Coronavirus.

Ciò ha implicato, prima di tutto, la chiusura delle scuole. Molti genitori, già provati dalla paura per la salute, dalla precarietà degli ambienti di lavoro e delle condizioni economiche, hanno dovuto reinventarsi e, talvolta, cimentarsi anche nel ruolo di insegnanti nei confronti dei loro figli.

La situazione, ancora molto incerta a livello mondiale, impone di navigare a vista, soprattutto per ciò che riguarda il mondo della scuola. Le nuove tecnologie, che hanno permesso di far fronte ai lunghi mesi di lockdown grazie alla cosiddetta didattica a distanza, non possono essere l’unica soluzione, soprattutto sul lungo periodo.

Per guardare al futuro con ottimismo, occorre cimentarsi in nuovi metodi o riscoprirne di già collaudati, per cercare di raggiungere il massimo risultato possibile, anche nelle avversità.
A tal proposito, dopo aver letto e analizzato “Le 7 regole per avere successo” e “L’ottava regola. Dall’efficacia all’eccellenza”, Stephen R. Covey è tornato ad ispirarci con un altro bestseller, “Libera il leader in te”, Franklin Covey Education, ormai un classico che può essere riletto in chiave attuale. Si tratta di un vero e proprio manuale per educatori e genitori che vogliono ispirare la grandezza nei bambini e nei ragazzi.

Un vademecum, ma anche una testimonianza pratica di come le 7 regole ideate da Stephen Covey possono essere applicate nel mondo della scuola, ma anche nell’educazione familiare dei bambini per imprimere fiducia e senso di responsabilità e di empatia fin dall’infanzia.

Ma facciamo subito chiarezza: proprio come ha fatto con gli adulti, anche con i bambini, l’autore non professa il successo a tutti i costi, né economico, né lavorativo, né personale. Questo manuale non insegna “cosa pensare” per avere successo, bensì “come pensare” per definire realmente le proprie priorità e dare il massimo per raggiungere obiettivi che favoriscano la crescita dei più piccoli.

Capitolo dopo capitolo, viene descritto il processo educativo che aiuta bambini e ragazzi ad acquisire consapevolezza di se stessi e dei propri sogni in modo naturale, affrontando le difficoltà e facendo del contesto che li circonda, che sia la scuola o la famiglia, un posto in cui germogliare e sentirsi a proprio agio.

La chiave di volta, come già spiegato da Covey, è porsi in ascolto, di se stessi e degli altri, diventando leader prima di tutto del proprio io e, successivamente, di un ipotetico gruppo. Acquisire leadership, per i più piccoli, significa cercare di dominare il contesto che li circonda, senza sentirsi dominati o oppressi. Ma significa anche capirne le dinamiche e sentirsi parte di un progetto più grande, oltre che protagonisti di un processo di crescita. Sentirsi ascoltati, aiuta la capacità di ascoltare e acquisire fiducia nelle proprie possibilità aiuta a infondere fiducia negli altri: questo è leadership.

Ciò che colpisce di questo testo e che potrebbe essere rivalutato e nuovamente applicato anche nella difficile situazione scolastica attuale a livello mondiale, a causa del Coronavirus, sono tutti gli esempi pratici di scuole che hanno attuato quotidianamente questo metodo, ottenendo grandi risultati.
In passato gli insegnamenti di Stephen Covey hanno ispirato migliaia di insegnanti in migliaia di scuole in decine di Paesi nel Mondo.

L’educazione all’efficacia e alla fiducia nelle proprie capacità potrebbe dare molti risultati anche nei nuovi contesti scolastici che, nei prossimi mesi, dovranno fare proprie le regole del distanziamento sociale, ma anche nel caso in cui si fosse di nuovo costretti ad affrontare lunghi periodi di lezioni a distanza.

Anche nelle avversità più imprevedibili per gli adulti, i bambini e i ragazzi hanno diritto di fare tesoro del proprio tempo e di non lasciarsi immobilizzare dalla convinzione che nulla si possa fare per costruire un futuro migliore.

Alessandra Rinaldi

“El trabajo tiene futuro. O más bien tres ” por Mario Mantovani. Los nuevos horizontes de la economía.

El trabajo y los terremotos como fuentes de transformación irreversible de la sociedad por un lado, del medio ambiente, por el otro. Es a partir de esta valiente pero adecuada comparación que la investigación sobre el futuro del trabajo en nuestro país, pero también en nuestro mundo, esbozada por Mario Mantovani en su ensayo “El trabajo tiene futuro. O más bien tres “, GueriniNext.

El autor, vicepresidente de Manageritalia, guía al lector a través de un razonamiento complejo, pero también accesible para los no profesionales, proponiendo tres posibles escenarios para el mundo del trabajo. Pero procedamos en orden.

No es posible predecir el día, la hora y el epicentro de un terremoto. Los italianos lo sabemos bien, habitantes de un área altamente sísmica e históricamente a menudo sin preparación para enfrentar las numerosas reconstrucciones obligatorias de un paisaje natural y antrópico comprometido irreversiblemente. Sin embargo, como explica Mario Mantovani, al trabajar en equipo es posible obtener muchos datos útiles sobre terremotos, identificar las áreas más sujetas a riesgos e intentar evitar los efectos catastróficos del terremoto, para mejorar solo los agentes de cambio. Como, por ejemplo, la investigación de expertos en áreas de riesgo, o el desarrollo de nuevas tecnologías destinadas a reducir el daño a las cosas y a las personas, además de la “cultura” del cambio por parte de la población, que podría ser “educada” para tratar estos eventos de la mejor manera.

Todas estas dinámicas que giran en torno al terremoto podrían repetirse y reconstruirse en el mundo del trabajo, como el epicentro de los cambios para la sociedad, a veces catastróficos e impredecibles, pero que siempre se pueden abordar de manera constructiva.

¿Cómo cambiará el mercado laboral? ¿Cuánto tiempo se pueden hacer pronósticos razonables? ¿Y cómo pueden abordarse juntos estos cambios de época, empresas y trabajadores? Es a partir de estas preguntas que Mario Mantovani propone tres escenarios posibles para el mundo del trabajo y, por lo tanto, de la economía. El primer escenario evolutivo es el del futuro inmediato, dentro de los próximos cinco años. El segundo es el dirigido a los contemporáneos, dentro de los próximos cincuenta años. El tercero, el más valiente y visionario, es el que supera los cincuenta años y nos coloca hacia panoramas y pronósticos más atrevidos, pero no imposibles.

En el primer escenario evolutivo del mundo del trabajo, en los próximos cinco años, Mario Mantovani traza el camino de una transformación organizacional y, en consecuencia, regulatoria, capaz de superar la distinción entre trabajo independiente y dependiente. Esta distinción histórica, no solo en nuestro país, combinada con la existente entre el sector público y el privado, a menudo ha llevado a la sensación de disparidad en nuestro sistema económico y productivo. Mario Mantovani tiene como objetivo eliminar estos límites, reales o aparentes, superando todos los obstáculos que han implicado hasta ahora, especialmente a nivel organizacional.

En el segundo escenario evolutivo, dentro de los próximos cincuenta años, Mario Mantovani prevé el nacimiento de la era de la robótica y analiza los efectos secundarios que esta revolución tecnológica tendrá en el mundo del trabajo y la sociedad.

La entrada en el tercer escenario evolutivo, el de un futuro más allá de los próximos cincuenta años, depende de la capacidad de mantener el equilibrio en el segundo escenario previsto. Las habilidades organizativas deben haber sido refinadas hasta tal punto en un período tan corto, que la era marcada por el control de las Inteligencias Artificiales se hizo lo más traumática posible, de modo que los modelos económicos que surgirán después de mediados de este siglo estén formados por las necesidades de hombre y no máquinas.

El análisis de Mario Mantovani es amplio, pero también lúcido y convincente. El autor parte de los conceptos básicos de nuestros eventos actuales, pero no teme lanzarse a futuras hipótesis distantes en el tiempo, capaces de soñar y planificar una mejora.

Lo más llamativo es el valor dado al trabajo en equipo completo en cada época pensada e imaginada. Solo trabajando juntos, de hecho, cada cambio será absorbido y hecho suyo, no sufrido y sufrido.

Recensione di Alessandra Rinaldi

Traduzione di Sara Trincali

“12 pasos para ingresar al mundo digital” por Umberto Santucci

Después de analizar el libro “12 pasos para obtener lo que quiere”, continuamos nuestro camino de estudio de la serie de 12 pasos, editada por Amicucci Formazione – Skilla, publicada por Franco Angeli, que trata sobre el volumen “12 pasos para ingresar al mundo digital ”, Siempre editado por Umberto Santucci.

¿Es posible hoy vivir sin una computadora, sin una tableta, sin un teléfono inteligente y, sobre todo, sin una conexión a Internet?

Es precisamente con esta pregunta que se abre este viaje al mundo digital, que muestra de inmediato cómo la respuesta más simple es sí, porque no son bienes necesarios como el aire, el agua y los alimentos. Sin embargo, uno podría igualmente decir razonablemente que no, porque uno terminaría completamente separado de las muchas actividades y relaciones que caracterizan nuestro tiempo, tanto personal como en el trabajo.

A través del método comprobado de 12 capítulos para leer uno por semana durante tres meses, este texto permite tanto a los principiantes que están completamente en ayunas en tecnología como a aquellos que no se consideran expertos, pero que al mismo tiempo quieren mantenerse al día , para conocer el mundo digital de forma fácil y segura, teniendo una visión general completa, especialmente en lo que respecta a los aspectos inherentes a algunas especificaciones técnicas básicas, las implicaciones en el mundo del trabajo, el almacenamiento de datos y, por supuesto, la importancia de la web reputación y comunicación y seguridad informática, así como la elección del mejor equipo.

Además de los diagramas, hojas informativas y ejercicios, al final de cada capítulo hay lecturas y enlaces recomendados y un resumen de lo que se acaba de leer que, semana a semana, le permite corregir los pasos básicos y las palabras clave.

Tan difícil como pueda parecer imaginar que alguien totalmente ajeno al mundo digital podría acercarse a la lectura de este texto, dado que incluso los bebés, hoy en día, parecen aprender a usar correctamente una pantalla táctil incluso antes de adquirir el equilibrio suficiente para lograr Los primeros pasos, el estudio de este libro es realmente útil para todos, especialmente los profesionales, independientemente del sector en el que operan.

De hecho, todos conocemos y usamos muchas herramientas digitales todos los días de una manera intuitiva u “obligatoria” porque los contextos en los que nos encontramos nos lo imponen, terminando provocando habituación y dependencia de la tecnología, a expensas de nuestro habilidades innatas de comunicación y adaptación. Al conocer la diferencia entre hardware y software o entre los diversos tipos de periféricos o conexiones y, al mismo tiempo, saber cómo escribir de manera efectiva un texto para la Web o una presentación para una reunión, utilizando imágenes, audio y video de manera funcional, nos hace comprender la profunda utilidad de estos medios, permitiéndonos aprovecharlos al máximo como “herramientas” y no como extensiones de nuestro ser, sin dañar nuestra resolución de problemas y nuestra predisposición a cambios que son un futuro en el que los tiempos y las distancias son ahora cerca de cero, seguro, nos reservará.

Umberto Santucci, gracias a su experiencia, los hace interesantes, simplificándolos y enriqueciéndolos con significado, incluso los aspectos más técnicos del mundo digital, al leer párrafos cortos y específicos y un lenguaje inmediato, accesible para todos. Incluso para aquellos que, conscientes del valor humano de un apretón de manos, conocen la importancia de la tecnología digital para forjar y mantener relaciones profesionales y personales en todo el mundo.

Alessandra Rinaldi

Traduzione di Sara Trincali

“Il lavoro ha un futuro. Anzi tre” di Mario Mantovani. I nuovi orizzonti dell’economia

Lavoro e terremoto come fonti di trasformazione irreversibile della società da un lato, dell’ambiente dall’altro. È da questo paragone coraggioso, ma calzante che inizia l’indagine sul futuro del lavoro nel nostro Paese, ma anche nel nostro Mondo, delineata da Mario Mantovani nel suo saggio “Il lavoro ha un futuro. Anzi tre”, GueriniNext.

L’autore, vicepresidente di Manageritalia, guida il lettore attraverso un ragionamento complesso, ma accessibile anche ai non addetti ai lavori, prospettando tre scenari possibili per il mondo del lavoro. Ma procediamo con ordine.

Non è possibile prevedere giorno, ora e epicentro di un terremoto. Lo sappiamo bene noi Italiani, abitanti di una zona altamente sismica e storicamente troppo spesso impreparati a far fronte alle numerose ricostruzioni obbligate di un paesaggio naturale e antropico compromesso in modo irreversibile. Tuttavia, come spiega Mario Mantovani, lavorando in squadra è possibile ricavare molti dati utili sui terremoti, individuando le aree maggiormente soggette a rischio e cercando di prevenire gli effetti catastrofici dell’evento terremoto, per esaltarne solo gli agenti di cambiamento. Come, ad esempio, la ricerca degli esperti sulle aree a rischio, o lo svilupparsi di nuove tecnologie atte a ridurre i danni a cose e persone, oltre alla “cultura” del cambiamento da parte della popolazione, che potrebbe essere “educata” ad affrontare questi eventi nel modo migliore.

Tutte queste dinamiche che ruotano attorno al terremoto, potrebbero ripetersi e ricostruirsi nel mondo del lavoro, come epicentro di cambiamenti per la società, talvolta catastrofici e imprevedibili, ma che si possono affrontare sempre in modo costruttivo.

Come cambierà il mercato del lavoro? Entro quanto tempo è possibile fare previsioni sensate? E come si può affrontare insieme, aziende e lavoratori, questi cambiamenti epocali? È da questi interrogativi che Mario Mantovani prospetta tre scenari possibili per il mondo del lavoro e quindi dell’economia. Il primo scenario evolutivo è quello dell’immediato futuro, entro i prossimi cinque anni. Il secondo è quello rivolto ai contemporanei, entro i prossimi cinquant’anni. Il terzo, il più coraggioso e visionario, è quello che supera il cinquantennio e ci pone verso panoramiche e previsioni più ardite, ma non impossibili.

Nel primo scenario evolutivo del mondo del lavoro, entro i prossimi cinque anni, Mario Mantovani traccia il percorso di una trasformazione organizzativa e, di conseguenza, normativa, atta a superare la distinzione tra lavoro autonomo e lavoro dipendente. Questa distinzione storica, non solo nel nostro Paese, unita a quella tra settore pubblico e privato, ha spesso determinato la sensazione della disparità nel nostro sistema economico e produttivo. Mario Mantovani mira a eliminare questi limiti, reali o apparenti, superandone tutti gli ostacoli che hanno comportato fino a oggi, soprattutto a livello organizzativo.

Nel secondo scenario evolutivo, entro i prossimi cinquant’anni, Mario Mantovani prospetta la nascita dell’Era Robotica e analizza gli effetti collaterali che questa rivoluzione tecnologica avrà sul mondo del lavoro e sulla società.

L’ingresso nel terzo scenario evolutivo, quello di un futuro oltre i prossimi cinquant’anni, dipende dalla capacità di mantenere gli equilibri nel secondo scenario prospettato. Le capacità organizzative dovranno essere state affinate a tal punto nel brevissimo periodo, da rendere il meno traumatica possibile l’era segnata dal controllo delle Intelligenze Artificiali, in modo che i modelli economici che nasceranno dopo la metà di questo secolo siano plasmati sulle esigenze dell’uomo e non delle macchine.

L’analisi di Mario Mantovani è di ampio respiro, ma anche lucida e stringente. L’autore parte dalle basi della nostra attualità, ma non teme di lanciarsi in ipotesi future lontane nel tempo, in grado di sognare oltre che di progettare un miglioramento.

Ciò che colpisce più di tutto è il valore dato al lavoro di squadra a tutto tondo in ogni epoca pensata e immaginata. Solo lavorando insieme, infatti, ogni cambiamento sarà assorbito e fatto proprio, non subito e sofferto.

 

Alessandra Rinaldi

“12 pasos para conseguir lo que quieres” de Umberto Santucci.

El poeta griego Costantino Kavafis también lo dijo por vía oral desde su Ulises: en un viaje, físico o metafórico, lo que realmente importa, además del objetivo a alcanzar, es el camino tomado para llegar allí y el cambio que lo ha desencadenado en su interior de nosotros.

Esta verdad, solo intuida por los poetas, ahora se demuestra por la investigación también en el campo profesional. Está comprobado, de hecho, que doce semanas son suficientes para metabolizar con éxito un cambio de hábitos, en cualquier sector, considerado un período de tiempo ideal para adquirir nuevas habilidades y alcanzar los objetivos establecidos. Basado en esta teoría, nació la serie fundada en el método de los 12 pasos, publicada por Franco Angeli: una serie de volúmenes específicos, cada uno de los cuales consiste en doce capítulos que se leen uno por semana para lograr un cambio significativo durante tres meses.

 El eslogan es realmente lectura lenta, aprendizaje rápido porque, si tres meses pueden parecer un período largo, para algunos, dedicar al estudio de un texto, siguiendo la disciplina de simplemente leer un capítulo por semana, los resultados que se pueden lograr, en cambio, desde el punto de vista de las habilidades adquiridas, en tan pocas semanas son, en realidad, estables y duraderas.

El volumen en el que nos enfocamos es “12 pasos para obtener lo que desea” de Umberto Santucci, experto en capacitación y autoformación, tanto en el aula como a distancia, que utiliza los contenidos y métodos desarrollados por la capacitación de Amicucci: Skilla, promotora de este innovador collar.

Lo primero que nos llamó la atención sobre este texto es cómo el título de cada uno de los doce capítulos constituye una exhortación y un consejo para el lector, tanto que los títulos mismos, colocados uno al lado del otro, constituyen un manual muy útil para mantener siempre en mente, especialmente al abordar nuevos proyectos empresariales en un contexto empresarial:Toma la vida proactivamente
Abordar problemas con una visión sistémica
Alcanza tus objetivos con pensamiento estratégico
Ir más allá con un pensamiento productivo para generar nuevo conocimiento.
Simplifica y resuelve las analogías
Multiplicamos las inteligencias en la red
Aprende a entrenar tu pensamiento
Siempre apunte al resultado
Sé flexible y mantén tu mente elástica
Siempre se optimista
Pensar creativamente
Aprende a gestionar el cambio.
Cada uno de los pasos hacia la mejora de nuestra inteligencia en la ronda se acompaña de gráficos, diagramas, tablas y el estudio de ejemplos y casos prácticos que colocan el poder del pensamiento como un motor insustituible de nuestra vida en el centro del camino para lograr nuestros objetivos.

Dado nuestro interés en el enfoque sistémico del cambio en las empresas, el capítulo que más despertó nuestra participación es el segundo, dedicado a resolver problemas a través de una visión sistémica. El análisis de este enfoque comienza con la comparación entre el pensamiento analítico derivado de Aristóteles, basado en la lógica lineal de causa-efecto, y el pensamiento sistémico, según el cual esta lógica lineal se vuelve circular cuando el efecto afecta la causa y, por lo tanto, es necesario ampliar el nuestro horizonte para estudiar todo el contexto empresarial y el futuro, si desea aspirar a lograr cambios estables y duraderos, resolviendo los problemas críticos de la manera más definitiva posible.

Como nos ilustra Umberto Santucci:

“El sistema de la empresa es una estructura compleja que interactúa con los elementos que lo componen, a su vez estructurados como subsistemas internos y externos de la empresa. La visión sistémica es la capacidad de percibir su oficina como un elemento del subsistema al que pertenece, que a su vez está estructurada por la empresa, también estructurada por el distrito de producción, etc. Es como un pájaro capaz de bajar para atrapar una brizna de hierba y levantarse para ver todo el campo, el río, las colinas”.

Por lo tanto, esta visión sistémica es necesaria para enfrentar problemas más complejos y variados de manera más efectiva, colocándolos en una red más amplia, permitiendo a todos los miembros de un grupo darse cuenta de lo que implica su contribución a la realización de un objetivo, a favor de compartir e interdisciplinariedad, sin quitar la vista de la armonía del clima global entre un proceso y otro.

Articolo di AlessandraRinaldi

Traduzione di Sara Trincali

“La octava regla. De la efectividad a la excelencia” de Stephen R. Covey

Después de analizar “Las Siete Reglas para el Éxito”, nos intentamos con otro texto inmediatamente siguiente y relacionado estrechamente con el éxito de ventas internacional de Stephen R. Covey: “La octava regla. De la efectividad a la excelencia “, Franco Angeli Editore.

También esta vez, antes de analizar la estructura del ensayo, nos centramos en su título original: “El octavo hábito: de la efectividad a la grandeza” y lo que nos llamó la atención, además de las consideraciones ya hechas anteriormente sobre la asonancia entre los términos “Hábito” y “regla” es la palabra “grandeza”.

Es casi sorprendente cómo un término tan coloquial y de uso común puede convertirse en un término técnico real al leer este texto, tomando todos los matices de significado que lo caracterizan: desde el tamaño hasta la fuerza, hasta la verdadera excelencia de liderazgo.

Pero, ¿cómo puedes acostumbrarte a la excelencia?

¿Cómo no podemos considerar este estado únicamente como un final feliz al final de una larga carrera laboral repleta de experiencias y éxitos y, en cambio, acostumbrarnos a vivir nuestra excelencia personal día tras día al servicio de la empresa, como una disciplinada y creativa forma mentis?

Al principio casi (respetuosamente) parecía que esta vez Stephen Covey se había dejado llevar y había pecado de presunción, o más bien de demasiada confianza en su vecino, un rasgo que, sin duda, lo distinguía como comunicador, como entrenador y, hoy también se diría que es un influyente. Sin embargo, como ya se mencionó, la estructura sistemática y, al mismo tiempo, estrictamente analítica del texto, acompañada de hojas de resumen, cuadros de ejercicios y numerosas historias de experiencia obtenidas en el campo, hacen de este ensayo un maravilloso manual para aprender a pensar en la excelencia, visualizándolo como una forma de establecerse, de comunicarse y, por lo tanto, de ser, y no como un objetivo a alcanzar fuera de nosotros mismos: un camino de vida, incluso antes del trabajo, hacia el concepto más elevado de la sabiduría. 

Directo, pero profundo, a veces conmovedor, a veces divertido, aunque sigue siendo un libro extremadamente técnico y científico, el estilo de Covey sigue siendo confidencial y reconocible, como el de un maestro que se sienta en el escritorio después de una lección y deja algo escrito sus alumnos, con el objetivo de hacerlos sentir cómodos y no solo a la altura de la situación, casi como Sócrates, hace siglos.

En resumen, las reglas importan y puedes y debes estudiar y aprender, pero siempre haciéndolas tuyas gracias a los caminos de la experiencia, como en un diario personal, porque, como escribe Covey: el liderazgo es una elección, no una posición.

La necesidad de esta octava regla, como explica el autor, surge de los cambios profundos, continuos y rápidos en el mundo del trabajo, cada vez más influenciados por la tecnología, que ven en las siete reglas una base necesaria para ingresar al juego y un punto comenzando por la excelencia como una dimensión de entusiasmo y deseo de cuestionarse continuamente, experiencia tras experiencia, mirando la sabiduría como un valor invaluable.

Esta octava regla es encontrar su voz e inspirar a otros a encontrar la suya, la verdadera esencia del liderazgo constructivo. De hecho, después de haber logrado encontrar su propia voz, no hay nada mejor que ponerse al servicio del coro para armonizar y modular la melodía del éxito. Para obtener este resultado que, a su vez, es un nuevo punto de partida, es necesario iniciar un camino de reflexión y conciencia basado no solo en una comunicación efectiva, sino también altruista hacia aquellos que dependen de nosotros líderes, a través del intercambio de valores comunes y estrategias. Ser un modelo de humanidad positiva es, según Covey, la mejor manera de ser un líder, porque conduce a una competencia constructiva que no es más que imitación. Es por eso que Covey a menudo toma prestado el mundo de la infancia y también de la escuela nuevamente para muchas de sus lecciones.

La sabiduría es empatía, pero también autoridad hacia los demás y autoconciencia de uno mismo.

El texto concluye con algunos apéndices útiles que centran concretamente algunos consejos sobre cómo lidiar con algunos momentos de cambio en el contexto y en el clima corporativo. En este sentido, el análisis de los diversos tipos de inteligencia que residen en cada uno de nosotros fue interesante y cómo, al mejorar la llamada “inteligencia espiritual” también se obtienen beneficios concretos en la inteligencia práctica, mental y emocional, como un unicum indispensable en el plan de estudios de todos nosotros.

Articolo di Alessandra Rinaldi

Traduzione di Sara Trincali