La Nuvola – Nuovo centro congressi all’EUR – Inaugurazione il 29 ottobre 2016

Sedici anni dall’approvazione del progetto e nove dall’apertura del cantiere, si avvicina la data dell’inaugurazione della “Nuvola” di Fuksas all’Eur.

Il nuovo Centro Congressi di Roma aprirà le porte per la prima volta sabato 29 ottobre 2016, mentre da gennaio del 2017 sarà in grado di ospitare eventi di varie tipologie, da convegni ed esposizioni fino a mostre e spettacoli.

aafec4ae-642d-49ea-93c0-77ca3242df0bA pochi giorni dalla effettiva apertura al pubblico, la struttura è già entrata a far parte dell’immaginario collettivo da anni: una nuvola traslucida in fibra di vetro siliconata e acciaio, sospesa dentro un parallelepipedo trasparente, capace di mettere a nudo la contrapposizione fra la fantasia delle forme e la stabilità delle strutture.

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Nuovo Centro Congressi – La Nuvola – Planimetria, livello Auditorium. EUR S.p.A.
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Nuovo Centro Congressi – La Nuvola – Planimetria. EUR S.p.A.

Tre organismi distinti danno forma al nuovo centro congressuale, che si sviluppa su una superficie complessiva di 55 mila metri quadrati: la struttura parallelepipeda in vetro e acciaio (denominata la “teca”) è uno spazio protetto alto 39 metri che contiene la “nuvola”, l’organismo centrale caratterizzante il progetto. Quest’ultimo, collegato al volume parallelepipedo tramite passerelle sospese nel vuoto, rappresenta un sistema indipendente dal resto del centro e non interferisce con le attività
congressuali ed espositive che si svolgono nelle altre aree dell’edificio: essa ospita l’Auditorium di 1800 mq da 2200 posti.
Infine un albergo, denominato la “lama”, si sviluppa indipendente per un altezza complessiva di 56 metri, conferendo complessivamente all’intervento un’identità e riconoscibilità a livello urbano.

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Nuovo Centro Congressi – La Nuvola – Sezione longitudinale. EUR S.p.A.
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Nuovo Centro Congressi – La Nuvola – Sezione trasversale. EUR S.p.A.

Il concorso internazionale per la progettazione del nuovo Centro Congressi Italia era stato indetto nel 1998 dall’Ente Eur e nel febbraio 2000 aveva visto vincitore l’affermato architetto Massimiliano Fuksas, una delle personalità più conosciute e controverse del panorama architettonico internazionale.
Nato a Roma nel 1944, dopo un periodo in Austria, Fuksas ha frequentato il liceo nella città natale, dove ha avuto modo di conoscere alcuni fra i più importanti esponenti della cultura italiana, fra cui Pasolini, Asor Rosa, Caproni e più tardi Giorgio De Chirico, che lo introdusse nel suo studio in Piazza di Spagna: questa frequentazione lo spinse ad iscriversi alla Facoltà di Architettura dell’Università di Roma La Sapienza. Quando si laureò nel 1969, aveva già aperto un proprio studio nella capitale, GRANMA, e poco dopo la sua fama superò i confini italiani con la palestra per il Comune di Paliano, pubblicata dalla rivista francese Architecture d’Aujourd’hui.

Dopo il successo, partecipò a Parigi ad una esposizione di progetti di giovani architetti europei, tra i quali Rem Koolhaas e Jean Nouvel. Nel 1989 fondò uno studio a Parigi, nel 1993 uno a Vienna e nel 2002 uno Francoforte, dove ha lavorato grazie al preziosissimo aiuto della moglie Doriana O. Mandrelli, responsabile di Fuksas Design.
Dal 1994 al 1997 si occupò soprattutto dei problemi delle grandi aree urbane concentrandosi sulla realizzazione di opere pubbliche.
Nel 2009 progettò gli store di Armani a New York e Tokyo ed un anno più tardi viene insignito della Legion d’onore. Fece scalpore una sua dichiarazione dello stesso periodo, poco dopo la demolizione dell’eco-mostro di Punta Perotti, sulla quale si espresse sostenendo che

“molti altri edifici andrebbero demoliti, in quanto in Italia ci sono all’incirca 9 milioni di palazzi abusivi, tra i quali, senza alcuna ombra di dubbio, spiccano lo ZEN di Palermo di Vittorio Gregotti e Corviale di Roma di Mario Fiorentino”.

Nel corso della sua carriera ha ricevuto molti premi internazionali, tra i quali il Vitruvio Internacional a la Trayectoria (1998), il Grand Prix d’Architecture (1999) e l’Honorary Fellowship dell’American Institute of Architects (2002) ed il Premio Ignazio Silone per la cultura (2011).
Nel 2012 il suo studio di Roma “Massimiliano e Doriana Fuksas Design”, gestito insieme alla moglie, risulta il terzo per fatturato, dopo quello di Antonio Citterio e Renzo Piano, con 8 milioni e 400 mila euro.

Giorgia Less

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Paolo Agnoli: la storia di “Pangea Formazione”

logo-pangea-2Spesso si pensa che arte e scienza siano due realtà parallele difficilmente conciliabili e, quindi, destinate a non incontrarsi mai, ma, quando il linguaggio universale della matematica si coniuga col racconto sentito di una storia di vita, ci troviamo di fronte a un progetto pressoché unico nel suo genere, che vale la pena di condividere. È proprio così che Elisa Casseri, brillante scrittrice laureata in Ingegneria, ha magistralmente narrato la nascita di “Pangea Formazione”, una realtà d’eccellenza di supporto alle aziende per il potenziamento dei processi decisionali, nel libro “Pangea Formazione – L’algoritmo di un’azienda”, Che Storia Edizioni.

Paolo Agnoli e Francesco Piccolo, i fondatori di “Pangea Formazione”, sono diventati, fin da subito, entusiasti promotori di questo libro, avvincente come un romanzo di avventura, ma puntuale come una pubblicazione scientifica, che racconta la genesi della loro azienda e il cammino percorso fino a oggi, tra difficoltà e soddisfazioni. Una storia che, come lo stesso Paolo Agnoli ci ha raccontato nell’intervista che segue, si dipana seguendo il corso delle vite dei fondatori stessi, Fisici di formazione, i quali hanno basato la creazione di “Pangea Formazione” sulla convinzione che un affidabile calcolo delle probabilità possa migliorare le strategie aziendali e i processi decisionali razionalizzandoli. A tale scopo, come ha confermato lo stesso Paolo Agnoli, l’applicazione di un approccio sistemico e di una formazione continua sono stati fondamentali, assieme al supporto di collaboratori di grande professionalità ed entusiasmo, per raggiungere gli obiettivi prefissati col successo ottenuto in questi anni.

 

Paolo Agnoli e Francesco Piccolo
Paolo Agnoli e Francesco Piccolo

Come nasce il progetto di “Pangea Formazione”? Tracciamo un bilancio di questa esperienza aziendale, tra difficoltà e obiettivi raggiunti.

 

Il progetto di “Pangea Formazione” nasce da me dal mio socio, Francesco Piccolo, e, in particolare, dalla nostra convinzione che in Italia sia possibile offrire supporto alle aziende per migliorare i processi decisionali rendendo le scelte strategiche più razionali, ovvero valutando bene le probabilità dei diversi esiti delle nostre scelte, le utilità legate a tali decisioni e, infine, la coerenza delle scelte in condizioni analoghe. Supportare i manager nel processo di Decision Making, ovvero nell’applicazione della teoria delle decisioni razionali a contesti aziendali, industriali e strategici, costituisce in buona parte la nostra mission. Sia io, sia Francesco abbiamo un background scientifico, siamo due fisici sperimentali di formazione, ed entrambi abbiamo avuto modo di conoscere il mondo dell’università e della ricerca, ma anche quello delle grandi aziende di carattere nazionale e internazionale. L’unione delle reciproche esperienze ci ha spinti a creare “Pangea Formazione” che, col supporto di altri studiosi, ha iniziato la sua attività offrendo principalmente attività di alta formazione manageriale sui processi decisionali a grandi aziende italiane. Oggi possiamo dire che il bilancio di questa avventura è senza dubbio positivo. Nemmeno noi pensavamo di potere mettere insieme una squadra di tale livello e ottenere apprezzamenti così generosi del nostro lavoro da parte dei nostri clienti.

 

Crescere, semplificare, velocizzare: tre concetti fondamentali per il benessere e lo sviluppo aziendale. Cosa ha significato per voi applicare un approccio sistemico all’interno dell’azienda?

 

“Pangea Formazione” si confronta da sempre pragmaticamente con il significato di questi concetti e, di fatto, favorisce l’applicazione di un approccio sistemico al suo interno.

Crescere è fondamentale sia per noi, sia per i nostri partner, aziende e realtà che, dopo aver usufruito della nostra formazione, ci hanno chiesto, ad esempio, di sviluppare algoritmi e relativi software a sostegno delle loro attività sulla base delle teorie e delle considerazioni fatte in aula nei nostri seminari. Ciò ci ha permesso di crescere anche nel numero della nostra squadra, tanto che, attualmente, abbiamo una ventina di dipendenti tutti assunti a tempo indeterminato e abbiano numerose collaborazioni esterne e convenzioni scientifiche con studiosi e professori e anche con alcune Università, come Roma Tre e la Federico II di Napoli.

Semplificare, per noi, riguarda attualmente soprattutto investire nelle attività commerciali e consiste nell’ideare proposte il più immediate e concrete possibile, tanto da portare il cliente a sottoscriverle con convinzione e fiducia. In questo senso è fondamentale capire le esigenze di ogni singolo cliente e semplificare di conseguenza la nostra offerta, personalizzandola il più possibile. Siamo fieri di avere tra i nostri clienti e partner anche grandi aziende o realtà come Telecom Italia, Poste Italiane, PosteMobile, MBDA (partecipata Leonardo/Finmeccanica), E&Y, H24, INFN, ma anche la Marina Militare (tramite MBDA). Queste realtà ci hanno consentito di far conoscere e quindi applicare sempre più le nostre competenze e tecniche nella creazione di modelli predittivi affidabili a sostegno di decisioni in settori di riferimento quali l’antifrode, la manutenzione predittiva di asset tecnologici e l’utilizzo di dati pubblici o provenienti dai Social Media – come Facebook, Twitter e Google – per sostenere attività di marketing.

Velocizzare, per “Pangea Formazione”, significa cogliere le esigenze del cliente cercando di soddisfarne le necessità il più rapidamente possibile, rendendo, così, più snelli e sempre aggiornati tutti i nostri processi interni a favore di una comunicazione chiara e immediata.

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Che suggerimento darebbe a chi volesse seguire le vostre orme, anche in un momento di transizione così complesso per le realtà aziendali?

 

Al giorno d’oggi e sempre di più il vero valore di un’azienda è dato dalle persone che ci lavorano, soprattutto se si tratta di realtà nelle quali non si creano semplicemente prodotti pronti all’uso, ma si forniscono consulenze e servizi che devono essere il più possibile personalizzati in base alle esigenze dei clienti. La selezione del personale è importantissima, noi ci proponiamo di assumere sempre persone più brave e più competenti di noi, che possano dare un vero valore aggiunto al nostro progetto. Spesso siamo riusciti a catturare alcuni cosiddetti cervelli in fuga (l’80% circa dei nostri collaboratori ha un PhD e spesso almeno un Post Doc), convincendoli a tornare nel nostro Paese, grazie alla nostra offerta e di ciò siamo orgogliosi.

Anche il clima aziendale è decisivo. Bisogna poter tutti lavorare per obiettivi realistici e concordati, sentendosi liberi di raggiungerli senza contare i minuti passati fisicamente in ufficio, cartellino alla mano, ma seguendo anche flussi creativi che agevolino i dipendenti nel confronto e nella libertà di espressione, ad esempio lavorando da casa quando possibile, oltre che recandosi direttamente dal cliente quando necessario.

 

Ci racconti un episodio che le è rimasto particolarmente impresso e che le ha fatto comprendere che “Pangea Formazione” sta percorrendo la strada giusta.

 

Gli episodi che mi vengono subito in mente sono due. Il primo riguarda la nostra collaborazione con MBDA e quindi, tramite loro, la Marina Militare che abbiamo avuto modo di interfacciare in merito a un importante problema di manutenzione predittiva e preventiva di alcuni loro asset tecnologici. Quando si ha a che fare con grandi navi militari (si pensi a una portaerei) è importante che l’imbarcazione parta attrezzata con le giuste scorte ‘di magazzino’, riuscendo a prevedere ogni esigenza o guasto, pianificando il più possibile le reazioni a differenti eventualità. Siamo contenti di aver contribuito alla realizzazione di un modello predittivo che ha permesso di affrontare queste esigenze con successo. Il secondo episodio riguarda la scelta di tutti i nostri dipendenti che, anche di fronte alla possibilità di cambiare ambiente di lavoro, hanno deciso di rimanere in “Pangea Formazione” e di proseguire il percorso iniziato insieme, continuando a dare fiducia e sostegno al nostro progetto, cosa che ci rende felici.

Un’altra esperienza che mi fa piacere ricordare riguarda la stesura del libro “Pangea Formazione – L’algoritmo di un’azienda”, Che Storia Edizioni, da parte dell’autrice Elisa Casseri, che abbiamo favorito e promosso con grande entusiasmo. Alcuni scrittori oggi, soprattutto nel mondo anglosassone, si prestano a raccontare al pubblico di lettori progetti e realtà aziendali che sembrano aver poco a che vedere con l’arte e l’estro creativo necessari per fare della buona letteratura, ma che, in realtà, rappresentano delle vere e proprie storie di vita vissuta che meritano di essere raccontate col linguaggio giusto, proprio come dei romanzi di avventura. Elisa Casseri che, oltre a essere un’autrice di talento, è laureata in Ingegneria e quindi comprende anche gli aspetti tecnici e matematici del nostro mestiere, ha fatto un ottimo lavoro, raccontando la storia delle origini di “Pangea Formazione” con lo stesso slancio che avremmo avuto noi fondatori. Abbiamo creduto molto fin da subito in questo libro che è diventato anche un modo originale di fare marketing in maniera intelligente e alternativa, unendo l’arte alla nostra professione.

 

Team Pangea Formazione
Team Pangea Formazione

A cosa state lavorando attualmente? Quali sono i vostri progetti per il futuro?

 

Al momento stiamo consolidando e aggiornando il nostro studio e la nostra ricerca di tutte le metodologie più avanzate della scienza di frontiera per quanto riguarda la preparazione di algoritmi legati alla progettazione e allo sviluppo di modelli predittivi. Lo studio e la formazione continua anche da parte nostra sono fondamentali per permetterci di crescere in modo continuo e costante, come azienda e, quindi, come team di persone che lavorano in modo coeso.

Un progetto nuovo e importante, come accennavo, è quello che riguarda l’elaborazione dei dati Social che ci sta impegnando molto, con ottimi risultati, interpretando tutti i dati disponibili in modo corretto e riflettendo sulle giuste correlazioni per creare davvero conoscenza.

Oltre a ciò stiamo cercando di rafforzare il nostro settore commerciale per renderlo in grado di presentare le nostre competenze ai tanti potenziali partner e clienti in modo efficace e permettendoci di essere sempre più concorrenziali sul mercato.

Al momento siamo molto soddisfatti del nostro percorso di crescita costante dal 2009 a oggi, a parte la momentanea interruzione di alcuni progetti legati alla ristrutturazione di Telecom Italia, un nostro importante cliente, che speriamo però di riprendere con successo nel 2017.

www.pangeaformazione.it

Alessandra Rinaldi

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Sistema Salute: l’integrità dei dati, la salute pubblica e l’approccio sistemico

“Senza dati, tu sei solo un’altra persona con un’opinione,” diceva William Edwards Deming, ingegnere, saggista, docente e consulente di gestione aziendale e manager statunitense. A Deming fu ampiamente riconosciuto il merito per gli studi sul miglioramento della produzione negli Stati Uniti d’America durante la Seconda Guerra Mondiale, anche se egli è, forse, più noto per il suo lavoro in Giappone (Ciclo di Deming).

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Il mondo della produzione manifatturiera è caratterizzato dalla necessità di garantire la stabilità dei processi produttivi in modo da assicurare la qualità attesa dei prodotti. Questo concetto è valido per tutti i domini produttivi quali i sistemi meccanici, elettronici, alimentari e chimici. Il cliente e consumatore del prodotto si aspetta che quest’ultimo sia sempre conforme a quelle che sono le sue caratteristiche specificate: un’automobile deve avere le prestazioni dichiarate dal costruttore; un cibo deve possedere le caratteristiche organolettiche specifiche, nutrire e non essere nocivo; uno smartphone deve avere tutte le funzionalità previste nella guida dell’utilizzatore e non si deve rompere e così via.

Garantire che tutti i prodotti conservino nel tempo tutte le caratteristiche previste è un compito molto complesso, ma essenziale, soprattutto pensando a quei prodotti che hanno un rapporto diretto con la nostra salute.

Quando, ad esempio, assumiamo un farmaco, siamo, in generale, attenti a verificare la data di scadenza e a leggere l’appropriatezza del medicinale per la cura della nostra patologia e anche alle sue possibili reazioni avverse, consultando il foglietto illustrativo. Diamo per scontato che il farmaco sia ben prodotto, ovvero che, ad esempio, contenga tutte e solo le sostanze necessarie e che non sia contaminato.

La garanzia del processo produttivo dei farmaci (Good Manifacturing Practice, GMP) è un compito essenziale per la tutela della salute pubblica: un medicinale non adeguatamente prodotto può risultare molto dannoso e, in alcuni casi, letale.

I controlli qualitativi sulla produzione sono, quindi, essenziali e affidati a un’organizzazione complessa che è presente sia nelle aziende farmaceutiche, sia nelle istituzioni pubbliche (Agenzie Regolatorie del Farmaco), che hanno il compito di sorvegliare e assicurare il rispetto delle regole. La sorveglianza è basata su un complesso sistema di misurazioni dei dati come la purezza delle sostanze, i dosaggi, le temperature, le pressioni, tutti legati alla produzione. Questo sistema garantisce la scoperta di eventuali anomalie e le conseguenti azioni preventive e correttive, inclusi, naturalmente, il blocco di lotti di produzione prima dell’invio alle farmacie o il ritiro di confezioni dagli scaffali.

Tutta la sorveglianza si basa sull’acquisizione di dati di produzione e sulla loro valutazione. Tornando quindi a quanto sosteneva Deming, le decisioni sono basate su dati e non su opinioni. Tutto sembra quindi logico e sotto controllo.

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William Edwards Deming, 1900-1993

Ma cosa accade se i dati non sono veritieri? Semplice, tutto il sistema di sorveglianza viene messo fuori uso, con evidenti rischi gravissimi per la salute pubblica. Purtroppo questo rischio può accadere ed è per questo motivo che negli ultimi anni sia le Agenzie Regolatorie. sia le stesse Aziende Farmaceutiche stanno attuando processi analitici e politiche ispettive per garantire che i dati associati ai controlli di produzione siano affidabili (Integrità dei dati – Data Integrity).

Le minacce alla integrità dei dati e, quindi, alla salute pubblica hanno cause molteplici, concomitanti e anche, talvolta, inaspettate: etiche, culturali, organizzative, economiche, scientifiche e tecnologiche.

La minaccia va, quindi, affrontata con un approccio generale che sia in grado di indirizzare in modo consistente tutte le cause mediante un intervento coordinato e sistemico.

Alessandro Di Fazio

 

 

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Censis: come cambia la Comunicazione, tra Smartphone, Social Network e mondo del lavoro

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È di pochi giorni fa la presentazione in Senato del tredicesimo rapporto Censis sulla Comunicazione che evidenzia la crescita dell’utenza Internet nel nostro Paese, sempre più avvezzo all’uso di Social Network e Smartphone, che ha determinato una rivoluzione nelle abitudini di uomini e donne di tutte le età. Anche se televisioni e radio continuano a essere i media protagonisti, raggiungendo quasi la totalità della popolazione, negli ultimi dieci anni gli utenti Internet sono passati da meno della metà degli Italiani, a quasi i tre quarti, nonostante resti grande il divario tra le generazioni, che vede arrancare gli over 65, rispetto agli under 30, padroni indiscussi di queste nuove tecnologie e protagonisti di un vero e proprio picco nei consumi di questi servizi, soprattutto di telefonia. Tra i Social Network, il più popolare e utilizzato è Facebook che vede attiva la metà della popolazione italiana ed è seguito da YouTube. Whatsapp ha avuto un vero e proprio boom di utenti, raggiungendo oltre il 60% della popolazione e, tra le donne, da sempre più propense alla lettura rispetto agli uomini, le preferenze si spostano dal cartaceo, al digitale, con un significativo aumento dei consumi.

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Anche il mondo del lavoro, negli ultimi anni, ha mutato profondamente il suo approccio nei confronti dei Social Media, diventati, ormai, un canale di comunicazione irrinunciabile. Dalle piccole, alle grandi aziende private, passando per la Pubblica Amministrazione, sempre più imprenditori stanno lasciando da parte i classici siti web, statici e poco frequentati, e stanno dando spazio a Blog e Social Network, come Facebook e Twitter, che consentono aggiornamenti immediati e in tempo reale, in grado di valorizzare al meglio ogni singola attività, rendendo partecipi sia i consumatori, sia i dipendenti. A questo cambiamento sempre più evidente, sia affianca la necessità di nuove figure aziendali in grado di gestire le conseguenti strategie di marketing che risultano ottimizzate dall’utilizzo di questi nuovi canali di comunicazione. La gratuità e il target potenzialmente illimitato di utenti raggiungibili dai vari Social Media non prescinde, infatti, dalla necessità di attuare progetti ben precisi circa il loro utilizzo che vedono nella determinazione di obiettivi specifichi a breve e lungo termine, nella sinergia e nell’approccio sistemico tra i vari ruoli e settori aziendali la vera discriminante per ottenere buoni risultati.

Alessandra Rinaldi

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