Brunello Cucinelli e la sua lettera sulle rondini

Brunello Cucinelli è un imprenditore umbro lungimirante, figlio di una famiglia contadina che non ha mai dimenticato gli insegnamenti di quando era ragazzo e “attento osservatore del mondo”, capace di creare dal nulla la sua azienda di maglieria, divenuta poi mondiale, disegnando una idea di business incentrata sulla “dignità morale ed economica dell’uomo”.
Ha fatto di Solomeo, piccolo borgo medioevale quasi abbandonato e spopolato in provincia di Perugia, l’oggetto dei suoi sogni e il (suo) grande laboratorio dei successi di imprenditore e di umanista. Lo ha restaurato, l’ ha fatto rinascere e reso fruibile liberamente ai suoi cittadini, realizzando parchi immensamente belli, recuperando tutto ciò che era abbandonato e in disuso per dargli una nuova vita, restituendo alla terra il suo valore e facendo della bellezza e del rispetto umano il cardine di quel posto, creando e diffondendo l’idea di un nuovo “Capitalismo Umanistico”, risollevando la filiera lavorativa del luogo fornendo impiego a più di trecento laboratori artigianali delle vicinanze.

Destinatario negli anni di svariati e straordinari riconoscimenti nazionali e internazionali – parliamo della nomina a Cavaliere del Lavoro e di quella di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica Italiana, della Laurea ad honorem in Filosofia ed Etica delle relazioni umane e del Global Economy Prize per aver saputo “impersonare perfettamente la figura del Mercante Onorevole ”- è rimbalzato sulle pagine internet in questi giorni per aver scritto una bellissima lettera intrisa di speranza sul ritorno delle rondini che abbiamo deciso di pubblicare e riportare in versione integrale perchè “abbiamo bisogno di un nuovo umanesimo […] fatto di sensibilità, di consepevolezza, di dignità serena”.

“Solomeo, 17 marzo 2020

Chi manda le rondini? Quasi sempre, quando mi trovo fuori per lavoro, durante i primi giorni di marzo, telefono a casa, e chiedo se le rondini sono tornate a Solomeo. Lo chiedo per due ragioni: perché le ho amate fin da piccolo, e perché a volte, ho sentito dire, in alcuni paesi non tornano; magari non ci si trovano più bene, e questo mi dà un poco di timore.

Così anche in questi tempi già da qualche giorno avevo cominciato ad aspettarle, perché ci puoi rimettere l’orologio: quando è verso il quindici di marzo eccole di nuovo, con il loro gioioso garrire e armonioso volteggiare. E infatti ieri, d’improvviso, sono arrivate. Mentre ero già seduto nello studio dell’antico castello, a tu per tu con i miei pensieri mattutini, le vedo, già in pieno fervore per la caccia agli insetti, andare e venire laboriose di sotto le gronde del tetto, dove le accolgo come uno dei doni più belli del Creato. Ogni anno mi rallegro delle rondini, ma in questi momenti un po’ meno facili mi è sembrato di vedere in loro il simbolo della rinascita.

Qualche giorno fa pensavo a noi tutti come a dei naviganti. Mi piace questa immagine, perché così vedeva Dante gli uomini che attraversano la vita. In questi momenti percepiamo ancor di più la nostra natura di marinai, che come Ulisse si legano all’albero se c’è tempesta, e come Cristoforo Colombo scrutano l’orizzonte alla ricerca dei primi uccelli, divini messaggeri della madre terra.

Ogni bravo navigante sa che una barca più leggera si governa più facilmente; oggi, seguendo le regole di chi ha la responsabilità della nostra salute, ci siamo alleggeriti di tante piccole consuetudini che magari credevamo indispensabili ad un lieto vivere. Però quanto è sorprendente accorgersi che in fondo ci sentiamo più lievi, in famiglia, tra noi, una vita d’altri tempi armoniosi. Mi piacerebbe che tutti imparassimo a vedere anche nelle cose dolorose quel tanto di gioia che c’è.

Nella sofferenza di oggi vi è anche il bene della reazione morale che ci renderà migliori, e può darsi che domani, quando il ricordo scivolerà via insieme alla sofferenza, ripensando a questi giorni, rifletteremo, con Aristotele, che anche le calamità hanno un’anima e possono divenire maestre di vita saggia.

Amabilissimi amici naviganti, che insieme a me avete visto nascere ed animate ogni giorno con il vostro temperamento geniale la bella realtà della nostra impresa, mi piacerebbe che riusciste a governare la barra del vostro vascello, proprio come io da ragazzetto riuscivo a tener diritta la stegola dell’aratro, con mio padre che felice ammirava quei solchi dritti, incantato dalla loro bellezza.

Mi piacerebbe che riconoscendo la verità dei provvedimenti prescritti dai nostri stimatissimi responsabili dell’attuale crisi, persone di Scienza, di Governo, Strutture Sanitarie, li osservaste con disciplina paziente. Mi piacerebbe che foste consapevoli ma non apprensivi; vorrei che in voi la certezza del ritorno alla vita di sempre fosse viva.

Ci sono stati, in ogni parte del mondo, tempi e accadimenti ben più penosi di quelli attuali; però sono tutti trascorsi. Passano le grigie nuvole e lasciano al cielo, di nuovo libero, lo spazio per accogliere le rondini; e vedete, noi non sappiamo chi le mandi, ma eccole, le rondini sono già arrivate.

Brunello”

Francesca Tesoro

Kung-Ku e l’arte di passare all’azione: supera le tue paure, agisci come uno shaolin di Bernhard Moestl

In un periodo come questo che tutti stiamo vivendo, ognuno con le proprie difficoltà, le proprie paure e la sensazione che i propri limiti stiano per prendere il sopravvento facendoci perdere la lucidità e la nostra normale routine, abbiamo scelto di presentarvi il libro di Bernhard Moestl, “Kung-Ku e l’arte di passare all’azione: supera le tue paure, agisci come uno shaolin” edito dalla Feltrinelli.

Per quanto possa sembrarvi un controsenso o qualcosa di estremamente lontano da noi, vi posso assicurare che questo libro può diventare una buona àncora di sopravvivenza ma soprattutto un ottimo strumento per riuscire ad attuare in noi un cambiamento che potrebbe accompagnarci per il resto della nostra vita e, ovviamente, aiutarci a superare con serenità questo momento.

Bernhard Moestl, specializzato in consapevolezza e leadership, è diventato famoso per le sue conferenze e seminari internazionali, seguitissimi, e per il suo essere un esperto business coach.
Dopo aver vissuto per molti anni in Asia convivendo con i monaci Shaolin, ha fatto del loro stile di vita quotidiano e del loro modo di pensare una chiave applicabile alla vita di tutti i giorni.
Questo suo bagaglio di conoscenza è stato da lui stesso riportato in diversi libri, ognuno dei quali si concentra su un argomento specifico, diventando così uno strumento di piena attuazione per chi, per caso o volontariamente, si è ritrovato a leggere i suoi scritti.

“Kung-Ku e l’arte di passare all’azione: supera le tue paure, agisci come uno shaolin” è il libro che parla e ci indica la via del cambiamento, che oggi appare attuale come non mai.
Generalemnte, siamo incastrati nella sensazione di vivere in un mondo eccessivamente accelerato dove il cambiamento ci spaventa e ci fa convivere con la paura di non riuscire a stare al (suo) passo. In questo momento, probabilmente, sentiamo la stessa paura dovuta invece alla necessità di vivere ritmi estremamenti lenti e decisamente fuori dalla nostra ordinaria vita (almeno per la maggiorparte di noi).
Allora questo è il momento giusto in cui avere questo libro tra le mani, leggerlo, praticarlo – come suggerisce Bernhard Moestl- attraverso un quaderno e una penna che vi accompagnino durante questo processo di cambiamento. Effettivamente, una volta terminato il libro, scorrendo le pagine del quaderno che avrete scelto come compagno di viaggio, vi renderete conto di quale percorso sarete riusciti a mettere in piedi rispondendo alle domande che lo stesso autore vi proporrà durante la lettura.

Il libro del resto non è un “semplice libro come tutti gli gli altri” ma è uno strumento che vi permetterà di acquisire consapevolezza del modo di pensare e che, normalmente, vi trattiene dal cambiare, mostrandovi come affrontare (ogni) cambiamento che vi potrebbe spaventare.
In fondo, anche se non ne siamo profondamente consapevoli “o subiamo o siamo gli artefici del cambiamento” e chi sceglierà la seconda possibilità non avrà di certo a disposizione tutta l’eternità per mettere in pratica il cambiamento che si realizza solo se siamo consapevoli che tutto parte dal momento presente. Questo perchè il cambiamento dura esattamente l’istante esatto in cui decidertete di cambiare il modo di fare qualcosa e non è sufficiente da solo a determinare il reale cambiamento nel nostro modo di essere o comportarci con noi stessi e con gli altri.

Se deciderete di affrontare questo viaggio accompagnati dal libro di Bernhard Moestl e da un quaderno ed una penna, ovviamente, riuscirete ad attraversare e praticare gli otto passi e gli altrettanti capitoli che parlano del cambiamento e vi insegneranno a metterlo in pratica, rendendovi conto di quanto il tempo dedicato a voi stessi attraverso il libro, vi abbia portato su una nuova strada.
Saranno l’ignoto e la conoscenza di sé, l’autostima e l’individuazione dell’obiettivo, l’identificazione della strada e il pieno potere, l’attuazione e il passo verso la durata, ad accompagnarvi in un cammino verso un cambiamento duraturo.


Insomma, “parlare non cuoce il riso” ed è “meglio inciampare un po’ lungo una via nuova che restare fermi su vecchi sentieri”, quindi, scegliete la vostra penna preferita e il vostro quaderno migliore. È ora di partire!!

Francesca Tesoro

“12 pasos para conseguir lo que quieres” de Umberto Santucci.

El poeta griego Costantino Kavafis también lo dijo por vía oral desde su Ulises: en un viaje, físico o metafórico, lo que realmente importa, además del objetivo a alcanzar, es el camino tomado para llegar allí y el cambio que lo ha desencadenado en su interior de nosotros.

Esta verdad, solo intuida por los poetas, ahora se demuestra por la investigación también en el campo profesional. Está comprobado, de hecho, que doce semanas son suficientes para metabolizar con éxito un cambio de hábitos, en cualquier sector, considerado un período de tiempo ideal para adquirir nuevas habilidades y alcanzar los objetivos establecidos. Basado en esta teoría, nació la serie fundada en el método de los 12 pasos, publicada por Franco Angeli: una serie de volúmenes específicos, cada uno de los cuales consiste en doce capítulos que se leen uno por semana para lograr un cambio significativo durante tres meses.

 El eslogan es realmente lectura lenta, aprendizaje rápido porque, si tres meses pueden parecer un período largo, para algunos, dedicar al estudio de un texto, siguiendo la disciplina de simplemente leer un capítulo por semana, los resultados que se pueden lograr, en cambio, desde el punto de vista de las habilidades adquiridas, en tan pocas semanas son, en realidad, estables y duraderas.

El volumen en el que nos enfocamos es “12 pasos para obtener lo que desea” de Umberto Santucci, experto en capacitación y autoformación, tanto en el aula como a distancia, que utiliza los contenidos y métodos desarrollados por la capacitación de Amicucci: Skilla, promotora de este innovador collar.

Lo primero que nos llamó la atención sobre este texto es cómo el título de cada uno de los doce capítulos constituye una exhortación y un consejo para el lector, tanto que los títulos mismos, colocados uno al lado del otro, constituyen un manual muy útil para mantener siempre en mente, especialmente al abordar nuevos proyectos empresariales en un contexto empresarial:Toma la vida proactivamente
Abordar problemas con una visión sistémica
Alcanza tus objetivos con pensamiento estratégico
Ir más allá con un pensamiento productivo para generar nuevo conocimiento.
Simplifica y resuelve las analogías
Multiplicamos las inteligencias en la red
Aprende a entrenar tu pensamiento
Siempre apunte al resultado
Sé flexible y mantén tu mente elástica
Siempre se optimista
Pensar creativamente
Aprende a gestionar el cambio.
Cada uno de los pasos hacia la mejora de nuestra inteligencia en la ronda se acompaña de gráficos, diagramas, tablas y el estudio de ejemplos y casos prácticos que colocan el poder del pensamiento como un motor insustituible de nuestra vida en el centro del camino para lograr nuestros objetivos.

Dado nuestro interés en el enfoque sistémico del cambio en las empresas, el capítulo que más despertó nuestra participación es el segundo, dedicado a resolver problemas a través de una visión sistémica. El análisis de este enfoque comienza con la comparación entre el pensamiento analítico derivado de Aristóteles, basado en la lógica lineal de causa-efecto, y el pensamiento sistémico, según el cual esta lógica lineal se vuelve circular cuando el efecto afecta la causa y, por lo tanto, es necesario ampliar el nuestro horizonte para estudiar todo el contexto empresarial y el futuro, si desea aspirar a lograr cambios estables y duraderos, resolviendo los problemas críticos de la manera más definitiva posible.

Como nos ilustra Umberto Santucci:

“El sistema de la empresa es una estructura compleja que interactúa con los elementos que lo componen, a su vez estructurados como subsistemas internos y externos de la empresa. La visión sistémica es la capacidad de percibir su oficina como un elemento del subsistema al que pertenece, que a su vez está estructurada por la empresa, también estructurada por el distrito de producción, etc. Es como un pájaro capaz de bajar para atrapar una brizna de hierba y levantarse para ver todo el campo, el río, las colinas”.

Por lo tanto, esta visión sistémica es necesaria para enfrentar problemas más complejos y variados de manera más efectiva, colocándolos en una red más amplia, permitiendo a todos los miembros de un grupo darse cuenta de lo que implica su contribución a la realización de un objetivo, a favor de compartir e interdisciplinariedad, sin quitar la vista de la armonía del clima global entre un proceso y otro.

Articolo di AlessandraRinaldi

Traduzione di Sara Trincali

E poi c’è Katherine: perchè non è mai tardi per cambiare

Nel 1991 è diventata la prima conduttrice donna di un talk show serale sulla rete nazionale, ha condotto più di seimila episodi vincendo 43 Emmy Awards per la prima serata, dimostrando di essere il punto di riferimento televisivo in quanto eccellenza senza compromessi. Questa è Katherine Newbury, la leggenda della televisione americana.

Ma cosa si nasconde dietro la leggenda?
Una donna estremamente sicura di sé, che dispoticamente dirige il suo staff composto di soli uomini, senza neanche ricordarne i nomi e che, fondamentalmente, non si preoccupa neanche di incontrarli o di farli accedere allo stage durante le riprese.
Ma Katherine, che è stata una delle rare eccezioni di donne che sono riuscite a fare carriera nel mondo prettamente maschile dei late talk show, per via della sua inflessibilità, della sua durezza e del suo non mettersi in discussione, viene tacciata di misogenia e si scontra, dopo trent’anni di successo, con la minaccia di essere cacciata dal suo stesso show per via degli ascolti in drastico calo.
Così, per far resuscitare gli ascolti bassi da troppo tempo ma soprattutto per non perdere il suo show, decide di tornare a lottare per non essere sostituita.

Chiede al suo assistente di ricercare un nuovo autore da assumere, necessariamente donna, e nella drammatica frenesia del momento lascia che il suo storico braccio destro, scelga tra i tanti e tutti ugualmente poco papabili al ruolo Molly Patel, una ragazza di origini indiane che da sempre ha sognato di lavorare al Tonight with Katherine Newbury e di fare la giornalista ma nel mentre proviene da un impianto chimico, arrivata fin lì per aver vinto un concorso letterario che metteva in palio l’incontro con un dirigente d’azienda a scelta.

Sarà proprio la giovane Molly con il suo esempio di perseveranza e positiva testardaggine ad aiutare la ostica ed irremovibile Katherine e ad attuare tutti i cambiamenti necessari, per farla tornare sulla cresta dell’onda e del successo.

Katherine Newbury, interpretata dalla magnifica Emma Thompson, e Molly Patel, che ha il volto della giovane attrice Mindy Kaling conosciuta dal mondo per la serie The Mindy Project, rappresentano pienamente uno spaccato reale tutto al femminile.
Contrapposte simpaticamente, Katherine è un volto storico della televisione che non si è mai smossa dal suo modo di essere e di comportarsi, sicura di sé e delle proprie capacità, che si è trasformata in qualcuno di intellettualmente superiore e un po’ snob, certa che nessuno possa indicarle un’altra via solo per via del suo essere Unica Donna in un mondo di maschi.
Molly è una grande sognatrice che fa di tutto per seguire i suoi sogni, che viene dal basso e lascia andare il suo lavoro certo per seguire la propria passione e che, soprattutto, ha avuto il coraggio di osare creandosi una progettazione mentale che è riuscita a mettere in pratica.

La passione per ciò che si fa, alla base di tuta la storia, è ciò che accomuna le due donne così diverse per età, cultura ed esperienza, etnia ed estrazione sociale, decisamente così distanti per il proprio modo di essere, di vedere e di vivere il mondo.

Film molto bello lanciato dalla Adler Entertaiment, scritto e diretto dalla regista di origini indiane Nisha Ganatra, con la componente femminile molto copiosa anche nel dietro le quinte, rappresenta l’impegno e la perseveranza di chi ci ha veremente creduto e crede talmente tanto in sé stessi e in quello che si vuole fare e diventare da essere disposta a cambiare, anche a costo di modificare profondamente il proprio modo di essere, pur di non perdere tutto ciò che si è duramente conquistato con il tempo e la fatica.
Con una grande dose di comicità, a tratti elegante, molte volte di gusto, in altri frangenti delicatamente amara, questa pellicola affronta temi davvero profondi legati al sessimo e a tutte le forme di discriminazione che si possono incontrare nel mondo del lavoro e nella vita comune. Con la straordinaria interpretazione di tutti gli attori, ma soprattutto del duetto Thompson-Kaling, si riesce ad assaporare e comprendere con gusto la bellezza dello scambio reciproco delle competenze tra generazioni, l’abbattimento delle barriere nell’ambito lavorativo ed anche il farsi travolgere dalla positività, riuscendo a puntare sul coraggio, l’onestà e il cuore di chi ci sta affianco.
Perchè in fondo, non è mai troppo tardi per cambiare!

Francesca Tesoro