“Libera il leader in te” di Stephen R. Covey

Negli ultimi mesi, il mondo dell’infanzia e dell’istruzione è stato messo particolarmente sotto pressione. L’emergenza sanitaria legata alla Panemia di Covid-19 che ha colpito il Mondo sta mettendo in discussione il modo di educare i figli e di preparare gli studenti per il futuro, vista l’incertezza che sembra caratterizzare la vita di tutti.
I governi di tutti i Paesi del Mondo si sono ritrovati a imporre nuove abitudini ai cittadini e ogni Nazione ha fatto i conti col necessario distanziamento sociale per combattere il Coronavirus.

Ciò ha implicato, prima di tutto, la chiusura delle scuole. Molti genitori, già provati dalla paura per la salute, dalla precarietà degli ambienti di lavoro e delle condizioni economiche, hanno dovuto reinventarsi e, talvolta, cimentarsi anche nel ruolo di insegnanti nei confronti dei loro figli.

La situazione, ancora molto incerta a livello mondiale, impone di navigare a vista, soprattutto per ciò che riguarda il mondo della scuola. Le nuove tecnologie, che hanno permesso di far fronte ai lunghi mesi di lockdown grazie alla cosiddetta didattica a distanza, non possono essere l’unica soluzione, soprattutto sul lungo periodo.

Per guardare al futuro con ottimismo, occorre cimentarsi in nuovi metodi o riscoprirne di già collaudati, per cercare di raggiungere il massimo risultato possibile, anche nelle avversità.
A tal proposito, dopo aver letto e analizzato “Le 7 regole per avere successo” e “L’ottava regola. Dall’efficacia all’eccellenza”, Stephen R. Covey è tornato ad ispirarci con un altro bestseller, “Libera il leader in te”, Franklin Covey Education, ormai un classico che può essere riletto in chiave attuale. Si tratta di un vero e proprio manuale per educatori e genitori che vogliono ispirare la grandezza nei bambini e nei ragazzi.

Un vademecum, ma anche una testimonianza pratica di come le 7 regole ideate da Stephen Covey possono essere applicate nel mondo della scuola, ma anche nell’educazione familiare dei bambini per imprimere fiducia e senso di responsabilità e di empatia fin dall’infanzia.

Ma facciamo subito chiarezza: proprio come ha fatto con gli adulti, anche con i bambini, l’autore non professa il successo a tutti i costi, né economico, né lavorativo, né personale. Questo manuale non insegna “cosa pensare” per avere successo, bensì “come pensare” per definire realmente le proprie priorità e dare il massimo per raggiungere obiettivi che favoriscano la crescita dei più piccoli.

Capitolo dopo capitolo, viene descritto il processo educativo che aiuta bambini e ragazzi ad acquisire consapevolezza di se stessi e dei propri sogni in modo naturale, affrontando le difficoltà e facendo del contesto che li circonda, che sia la scuola o la famiglia, un posto in cui germogliare e sentirsi a proprio agio.

La chiave di volta, come già spiegato da Covey, è porsi in ascolto, di se stessi e degli altri, diventando leader prima di tutto del proprio io e, successivamente, di un ipotetico gruppo. Acquisire leadership, per i più piccoli, significa cercare di dominare il contesto che li circonda, senza sentirsi dominati o oppressi. Ma significa anche capirne le dinamiche e sentirsi parte di un progetto più grande, oltre che protagonisti di un processo di crescita. Sentirsi ascoltati, aiuta la capacità di ascoltare e acquisire fiducia nelle proprie possibilità aiuta a infondere fiducia negli altri: questo è leadership.

Ciò che colpisce di questo testo e che potrebbe essere rivalutato e nuovamente applicato anche nella difficile situazione scolastica attuale a livello mondiale, a causa del Coronavirus, sono tutti gli esempi pratici di scuole che hanno attuato quotidianamente questo metodo, ottenendo grandi risultati.
In passato gli insegnamenti di Stephen Covey hanno ispirato migliaia di insegnanti in migliaia di scuole in decine di Paesi nel Mondo.

L’educazione all’efficacia e alla fiducia nelle proprie capacità potrebbe dare molti risultati anche nei nuovi contesti scolastici che, nei prossimi mesi, dovranno fare proprie le regole del distanziamento sociale, ma anche nel caso in cui si fosse di nuovo costretti ad affrontare lunghi periodi di lezioni a distanza.

Anche nelle avversità più imprevedibili per gli adulti, i bambini e i ragazzi hanno diritto di fare tesoro del proprio tempo e di non lasciarsi immobilizzare dalla convinzione che nulla si possa fare per costruire un futuro migliore.

Alessandra Rinaldi

Please follow and like us:

Brunello Cucinelli e la sua lettera sulle rondini

Brunello Cucinelli è un imprenditore umbro lungimirante, figlio di una famiglia contadina che non ha mai dimenticato gli insegnamenti di quando era ragazzo e “attento osservatore del mondo”, capace di creare dal nulla la sua azienda di maglieria, divenuta poi mondiale, disegnando una idea di business incentrata sulla “dignità morale ed economica dell’uomo”.
Ha fatto di Solomeo, piccolo borgo medioevale quasi abbandonato e spopolato in provincia di Perugia, l’oggetto dei suoi sogni e il (suo) grande laboratorio dei successi di imprenditore e di umanista. Lo ha restaurato, l’ ha fatto rinascere e reso fruibile liberamente ai suoi cittadini, realizzando parchi immensamente belli, recuperando tutto ciò che era abbandonato e in disuso per dargli una nuova vita, restituendo alla terra il suo valore e facendo della bellezza e del rispetto umano il cardine di quel posto, creando e diffondendo l’idea di un nuovo “Capitalismo Umanistico”, risollevando la filiera lavorativa del luogo fornendo impiego a più di trecento laboratori artigianali delle vicinanze.

Destinatario negli anni di svariati e straordinari riconoscimenti nazionali e internazionali – parliamo della nomina a Cavaliere del Lavoro e di quella di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica Italiana, della Laurea ad honorem in Filosofia ed Etica delle relazioni umane e del Global Economy Prize per aver saputo “impersonare perfettamente la figura del Mercante Onorevole ”- è rimbalzato sulle pagine internet in questi giorni per aver scritto una bellissima lettera intrisa di speranza sul ritorno delle rondini che abbiamo deciso di pubblicare e riportare in versione integrale perchè “abbiamo bisogno di un nuovo umanesimo […] fatto di sensibilità, di consepevolezza, di dignità serena”.

“Solomeo, 17 marzo 2020

Chi manda le rondini? Quasi sempre, quando mi trovo fuori per lavoro, durante i primi giorni di marzo, telefono a casa, e chiedo se le rondini sono tornate a Solomeo. Lo chiedo per due ragioni: perché le ho amate fin da piccolo, e perché a volte, ho sentito dire, in alcuni paesi non tornano; magari non ci si trovano più bene, e questo mi dà un poco di timore.

Così anche in questi tempi già da qualche giorno avevo cominciato ad aspettarle, perché ci puoi rimettere l’orologio: quando è verso il quindici di marzo eccole di nuovo, con il loro gioioso garrire e armonioso volteggiare. E infatti ieri, d’improvviso, sono arrivate. Mentre ero già seduto nello studio dell’antico castello, a tu per tu con i miei pensieri mattutini, le vedo, già in pieno fervore per la caccia agli insetti, andare e venire laboriose di sotto le gronde del tetto, dove le accolgo come uno dei doni più belli del Creato. Ogni anno mi rallegro delle rondini, ma in questi momenti un po’ meno facili mi è sembrato di vedere in loro il simbolo della rinascita.

Qualche giorno fa pensavo a noi tutti come a dei naviganti. Mi piace questa immagine, perché così vedeva Dante gli uomini che attraversano la vita. In questi momenti percepiamo ancor di più la nostra natura di marinai, che come Ulisse si legano all’albero se c’è tempesta, e come Cristoforo Colombo scrutano l’orizzonte alla ricerca dei primi uccelli, divini messaggeri della madre terra.

Ogni bravo navigante sa che una barca più leggera si governa più facilmente; oggi, seguendo le regole di chi ha la responsabilità della nostra salute, ci siamo alleggeriti di tante piccole consuetudini che magari credevamo indispensabili ad un lieto vivere. Però quanto è sorprendente accorgersi che in fondo ci sentiamo più lievi, in famiglia, tra noi, una vita d’altri tempi armoniosi. Mi piacerebbe che tutti imparassimo a vedere anche nelle cose dolorose quel tanto di gioia che c’è.

Nella sofferenza di oggi vi è anche il bene della reazione morale che ci renderà migliori, e può darsi che domani, quando il ricordo scivolerà via insieme alla sofferenza, ripensando a questi giorni, rifletteremo, con Aristotele, che anche le calamità hanno un’anima e possono divenire maestre di vita saggia.

Amabilissimi amici naviganti, che insieme a me avete visto nascere ed animate ogni giorno con il vostro temperamento geniale la bella realtà della nostra impresa, mi piacerebbe che riusciste a governare la barra del vostro vascello, proprio come io da ragazzetto riuscivo a tener diritta la stegola dell’aratro, con mio padre che felice ammirava quei solchi dritti, incantato dalla loro bellezza.

Mi piacerebbe che riconoscendo la verità dei provvedimenti prescritti dai nostri stimatissimi responsabili dell’attuale crisi, persone di Scienza, di Governo, Strutture Sanitarie, li osservaste con disciplina paziente. Mi piacerebbe che foste consapevoli ma non apprensivi; vorrei che in voi la certezza del ritorno alla vita di sempre fosse viva.

Ci sono stati, in ogni parte del mondo, tempi e accadimenti ben più penosi di quelli attuali; però sono tutti trascorsi. Passano le grigie nuvole e lasciano al cielo, di nuovo libero, lo spazio per accogliere le rondini; e vedete, noi non sappiamo chi le mandi, ma eccole, le rondini sono già arrivate.

Brunello”

Francesca Tesoro

Please follow and like us: