Approccio Sistemico alla Narrativa: una lezione dal passato

cover-narrativaDiventare scrittori di professione non è mai stato semplice. Né in passato, quando l’Editoria attraversava periodi più floridi, né adesso che, oltre alla crisi economica, l’avvento del digitale sta cambiando molte cose, generando sia nuove opportunità, sia momenti di confusione. Inoltre lo stretto legame che, senza dubbio, unisce la scrittura all’ispirazione fa sembrare quello dell’autore un mestiere senza regole, presumibilmente alla portata di tutti e che, quindi, non necessita di una grande preparazione specifica, oltre a un innato talento. Quando si pensa agli autori studiati sui banchi di scuola si fatica a capire se l’analisi dei testi che tutti gli studenti sono abituati a fare è solo frutto del lavoro dei critici e degli accademici o è realmente stato uno degli strumenti dell’autore stesso per ideare, rifinire e cesellare la propria opera.

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Probabilmente non esiste una risposta univoca a questo dubbio ricorrente, ma una cosa è certa: anche chi, inizialmente, ha infranto tutte le regole inseguendo il proprio stile e rivoluzionando la letteratura di un periodo o di un altro ha finito per creare, anche involontariamente, regole nuove che, di generazione in generazione, sono diventate emblematici paradigmi per gli aspiranti autori. È proprio in questo, in fin dei conti, che consiste l’approccio sistemico alla scrittura e in particolar modo alla narrativa, soprattutto da quando si è affermato il genere del romanzo, a noi ancora oggi così caro. Le tecniche di scrittura, i generi letterari, la costruzione delle storie in modo equilibrato e complesso possono cambiare nel corso dei secoli, ma restano sempre i mattoni fondamentali con cui costruire le mura portanti dell’opera, senza dimenticare il cemento del talento e dell’ispirazione.
Un’importante lezione su cosa significa applicare un approccio sistemico alla narrativa ci viene proprio dal passato, da due autori che hanno contribuito in modo insostituibile a plasmare la letteratura di oggi: Henry James e Edith Wharton, colleghi e amici anche nella vita privata, i cui scritti fondamentali sul difficile mestiere di scrivere sono stati uniti e messi a confronto in “Narrativa. Istruzioni per l’uso”, Dino Audino Editore.

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Questo testo è suddiviso in due parti, entrambe nuovamente tradotte per questa edizione speciale che costituisce un insostituibile manuale di istruzioni per l’uso per aspiranti scrittori. La prima parte comprende alcuni scritti di Edith Wharton pubblicati su un periodico americano dell’epoca e poi uniti nel libro dal titolo italiano “Scrivere narrativa”. La seconda, invece, è composta da alcuni brani tratti dalle opere di Henry James “L’arte del romanzo” e “Le prefazioni”. I vari testi raccolti sono preceduti da alcuni utili spunti di riflessione della curatrice e traduttrice Federica Grossi che fanno da filo conduttore e sottolineano la profondità dei brani stessi.
Tanto è complesso e articolato lo stile di James, quanto è limpido e scorrevole lo stile della Wharton. Eppure, entrambi con la stessa efficacia, esprimono l’attenzione e la precisione necessarie a qualsiasi aspirante scrittore per approcciarsi a questa professione in modo analitico e rigoroso, applicando sistematicamente un metodo di costruzione e stesura della propria idea originale che possa garantirne la qualità intrinseca, grazie all’uso di tecniche collaudate.

narrazioneDi particolare utilità sono, oltre all’attenzione di entrambi questi autori per la costruzione dei personaggi come caposaldo trainante delle storie assieme alla loro appartenenza socio-culturale, da una parte le considerazioni di Edith Wharton sul punto di vista dal quale si affronta la narrazione, dall’altra la necessità per ogni scrittore, secondo Henry James, di possedere un taccuino di appunti assolutamente privato nel quale dare sfogo alla propria ispirazione prima di procedere alla stesura vera e propria.
In queste meta-opere di autori così importanti si cela tutta la modernità di questi scrittori che, anche nella vita, per quanto diversi, si stimarono profondamente. Nei loro consigli alle nuove leve della letteratura traspare la passione e la profondità necessarie per applicare con attenzione un metodo sistematico alla fantasia e alla creatività delle idee. Solo dall’unione tra ispirazione e sistema, infatti, nasce la narrazione delle storie.

Alessandra Rinaldi

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