“Adriano Olivetti. La biografia” di Valerio Ochetto

“Si può essere imprenditore e rivoluzionario?”

A distanza di 57 anni dalla scomparsa di Adriano Olivetti, avvenuta il 27 febbraio del 1960, questa domanda risuona ancora estremamente attuale.

Adriano stesso ha cercato una risposta impegnandosi per tutta la vita ad agire sulla società attraverso la sua fabbrica e la sua figura di “uomo”, prima ancora che di capitalista.

È proprio sul lato umano di Olivetti che si concentra il libro “Adriano Olivetti. La biografia” Valerio Ochetto, Edizioni di Comunità.

Il racconto dell’autore comincia con la descrizione dell’ambiente familiare in cui il padre Camillo, memore delle costrizioni del collegio, cerca di prolungare il più possibile il contatto dei figli con la natura. In casa le regole sono molte ma piuttosto aperte per i tempi.

L’esperienza da cui prende avvio la filosofia olivettiana è il viaggio in America: in Adriano nasce la convinzione che il segreto dell’industria americana non stia negli uomini “ma nella struttura della organizzazione e nel rigore dei metodi”.

L’intento di Ochetto sembra essere quello di ricostruire la figura di Adriano Olivetti attraverso i suoi molteplici interessi ed esperienze che lo hanno portato ad essere un uomo impegnato in diversi ambiti, come quello urbanistico e quello letterario.

Gli ambiziosi progetti hanno avvicinato Adriano a molti personaggi noti che con le loro parole ne raccontano le abitudini e ne descrivono le caratteristiche.

Ochetto ricorda come Alberto Carocci lo definisca “l’uomo più originale che io abbia conosciuto e che poteva apparire il più banale” o come Geno Pampaloni chiami “dirigismo estetico” il ruolo che Olivetti sente come un dovere, una vocazione legata alla figura del manager che, partendo dalla fabbrica, deve investire e migliorare l’intera società.

Ciò che colpisce di questo libro è la profondità con cui l’autore racconta la vita di Adriano Olivetti, quasi come fosse vista attraverso gli occhi di un familiare, svelandone non solo i punti di forza ma anche le debolezze.

Olivetti è un uomo che “non ha né la passione né la qualità del finanziere”.

Olivetti è colui che vede la sua fabbrica come un organismo vivente, animato dalle continue trasformazioni e dal contributo degli intellettuali assunti in fabbrica con l’intento di creare il rapporto intellettuale – industria compatibile con la duplice natura di Adriano: capitalista e riformatore sociale.

“Adriano Olivetti. La biografia” è un libro che permette di arrivare al cuore della vita dell’imprenditore di Ivrea, il lettore viene coinvolto nel vortice degli interessi e delle aspettative di questo personaggio che appare più come un intellettuale engagé che come uomo d’affari.

Non a caso il libro è pubblicato dalla casa editrice fondata dallo stesso Adriano.

Cecilia Musulin

 

 

 

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