“Impresa Impossibile” di Corrado Formigli

“Storie di italiani che hanno combattuto e vinto la crisi”, recita in modo emblematico il sottotitolo del libro di Corrado Formigli, edito da Mondadori nella collana Strade Blu, intitolato “Impresa Impossibile”, che racconta le storie di chi, in tempo di crisi, ha trovato il coraggio di cambiare le cose, andare avanti e raggiungere obiettivi formidabili.

Con stile fluido e leggero l’autore racconta otto storie di otto imprese diversissime tra loro, per area geografica, per oggetto di produzione, per dimensione.

Aziende che hanno come denominatore comune imprenditori con la voglia di farcela e che, coraggiosamente, hanno affrontato la crisi nel migliore dei modi, sfruttandola come trampolino di lancio verso il futuro.

Un futuro voluto, cercato e disegnato attraverso la competenza e la perseveranza delle persone che rappresentano, secondo Corrado Formigli, il vero Made in Italy.

Un manifesto per l’imprenditore che ha paura di crescere, un esempio per cambiare le carte in tavola e diventare dei vincenti nel mondo dell’imprenditoria e del fare azienda, senza calpestare niente e nessuno, travalicando il pessimismo che permea tuttora questo settore a causa della crisi.

Corrado Formigli ha girato in lungo e in largo l’Italia, imbattendosi in realtà fatte di persone che credono profondamente in quello che fanno, che si tratti della piccola impresa definita agro-chic o quella super tecnologica che produce aerei invidiati da Cina e Corea.

Leggendo questo libro si scoprono realtà aziendali lontane da qualsiasi stereotipo e che neanche si immaginano, create dal nulla o risollevate dallo sprofondo nelle quali erano cadute.

C’è l’imprenditore quarantenne che è diventato il “nuovo mito dei bikers fighetti di mezzo mondo”, producendo nella piccola provincia accessori per motociclette che appena terminati vengono imbarcati su arei e spediti in mezzo mondo.

E c’è la storia di Pietro, a mio avviso la più bella.

Lui, che ha cominciato a cucinare a tredici anni, poi uno stage da Vissani e uno da Marchesi, che appena diciottenne ha frequentato la scuola del più grande chef francese, diventando poi lo chef dell’hotel a sette stelle di Dubai.

Lui, che è tornato nella sua Campania per aprire il suo ristorante facendo un patto con i contadini della zona. Non ci si crede che al giorno d’oggi qualcuno abbia il coraggio di rifiutare ingaggi milionari per tornare nella propria terra d’origine ed aprire un ristorante, creando una filiera a chilometro zero, usando i prodotti della propria terra, grazie alla fatica di giovani contadini che coltivano i prodotti seguendo le antiche tradizioni.

Pietro, in una provincia dove tutto sembra sbagliato, è riuscito a restituire l’orgoglio e la voglia di fare, diventando un eroe, perché paga i prodotti della fatica e della terra più dei supermercati, continuando a credere le persone sono il vero valore aggiunto del proprio ristorante.

Pietro, come gli altri raccontati in questo libro, non sono comandanti in capo, ma donne e uomini che quando parlano della loro azienda e delle loro storie fanno trasparire amore vero per quello che fanno.

Imprenditori convinti che “le persone vengono prima dei loro progetti”, dove conta il coraggio e “chi ci lavora si sente coinvolto nel processo come partecipasse alle Olimpiadi, all’impresa della vita”.

Quelli raccontati da Corrado Formigli sono luoghi dove non si capita “per caso”, ma solo attraverso la fatica e il sacrificio.

Il sacrificio di persone che hanno rischiato, che si sono messe in gioco fino allo stremo e che hanno vinto, che sono riuscite a restituire un’anima a ogni oggetto prodotto, cominciando a solcare la strada del successo, facendo riemergere enormi potenziali soffocati, nonostante intorno a loro ci fosse una crisi culturale ed economica che toglieva ad altri la voglia di fare.

In questo libro non c’è spazio per i sogni distrutti dalla recessione, c’è il coraggio di chi ha scelto di rimanere e di dare la possibilità ad altri ragazzi, a volte poco più piccoli degli imprenditori stessi, di non emigrare e di non perdersi, ma di rimanere ed avere la possibilità di mettersi alla prova in base al merito, dimostrando che, se viene offerta l’opportunità, l’eccellenza è facile da trovare e diventa propulsione per andare avanti.

Mentre leggevo questo libro mi è sembrato di parlare davvero con queste persone che Formigli definisce “generose, creative, orgogliose ed egocentriche”, creatrici di prodotti speciali, con visioni curiose, geniali e a volte un po’ folli, ma mai stanche di provarci.

Persone che sono state in grado di far saltare quell’im dalla parola impossibile, facendola diventare possibile.

Francesca Tesoro

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